L’ira degli ambientalisti: «Il Pd sta con le doppiette»

Wwf e Lac accusano chi ha bocciato la mozione contro l’attività venatoria L’affondo: non hanno bisogno della tutela di Pizza, sanno difendersi da soli
Udine 27 Settembre 2011. Capanno dei cacciatori al Parco del Torre. Telefoto Copyright Foto PFP
Udine 27 Settembre 2011. Capanno dei cacciatori al Parco del Torre. Telefoto Copyright Foto PFP

Duro affondo delle associazione ambientaliste WWF e Lac (Lega anticaccia) all’indomani della mozione presentata in consiglio comunale dal Movimento 5 Stelle con la quale veniva proposta la proibizione delle attività di caccia nel Parco del Torre. La proposta è stata bocciata dopo aver raccolto 22 voti contrari e 7 a favore.

Si tratta di un’istanza che da diversi anni il Wwf ha avanzato agli enti competenti, segnalando la pericolosità dell’attività venatoria e la sua incompatibilità con la frequentazione assidua dei parchi da parte della cittadinanza, comprese famiglie con bambini, sportivi ed escursionisti.

«Ciò che stupisce – commenta il delegato regionale Lac Alessandro Sperotto – è la superficialità con cui esponenti del Pd cittadino hanno giustificato la propria contrarietà alla mozione, adducendo la necessità di salvaguardare un’attività, quella venatoria, che rappresenta «un bene sociale, utile all’ambiente e all’economia» e una categoria, quella dei cacciatori, in quanto minoranza da tutelare».

Poi il delegato regionale della Lega anticaccia attacca frontalmente l’assessore comunale all’ambiente Enrico Pizza e il suo atteggiamento indulgente nei confronti dei cacciatori.

«Forse l’assessore Pizza non sa – attacca Sperotto – che, per quanto siano pochi in termini numerici (ma sono comunque più di 10 mila), i cacciatori non hanno alcun bisogno della sua tutela perché sanno benissimo difendersi da soli, avendo ormai da anni occupato i luoghi strategici che in regione danno indirizzi in materia venatoria e potendo contare sul sostegno di ampie fronde della politica, regionale e locale, a cui evidentemente anche il Pd non si sottrae perché, si sa, i cacciatori portano voti. La vera minoranza, su queste questioni – obietta il delegato regionale Lac – è invece rappresentata da chi tenta da anni, nel silenzio e nell’indifferenza generale, di far valere i diritti dei non cacciatori e di chi vorrebbe semplicemente godersi la bellezza di una passeggiata in natura senza doversi preoccupare di schivare i proiettili delle doppiette o di rimetterci il cane».

Quindi interviene il delegato regionale del Wwf per inserire una serie di distinguo in relazione alle competenze: «Non è nemmeno vero – obietta Roberto Pizzutti – che, come ha asserito Pizza, il Comune non può intervenire perché la materia è regolata da leggi statali: solo per fare due esempi, il Comune di Venezia e quello di Sauris sono intervenuti in passato proprio con delle ordinanze sindacali per limitare l’utilizzo di armi in zone pubbliche».

Un ultimo affondo va al significato e all’utilità della caccia in termini di ricadute per il territorio.

«Quanto alla difesa dell’attività venatoria in quanto bene utile all’ambiente e all’economia – eccepisce infatti Pizzutti -, ricordo solo che in regione ci sono diverse specie a rischio di estinzione (queste sì una minoranza), come coturnici, galli forcelli e allodole che i cacciatori si ostinano a cacciare, opponendosi a ogni richiesta volta ad una maggior tutela di questi animali. È questo il bene per l’ambiente a cui si riferiva la consigliera Paviotti?» conclude provocatorio Pizzutti.

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