L’ira degli ambientalisti: «Il Pd sta con le doppiette»

Duro affondo delle associazione ambientaliste WWF e Lac (Lega anticaccia) all’indomani della mozione presentata in consiglio comunale dal Movimento 5 Stelle con la quale veniva proposta la proibizione delle attività di caccia nel Parco del Torre. La proposta è stata bocciata dopo aver raccolto 22 voti contrari e 7 a favore.
Si tratta di un’istanza che da diversi anni il Wwf ha avanzato agli enti competenti, segnalando la pericolosità dell’attività venatoria e la sua incompatibilità con la frequentazione assidua dei parchi da parte della cittadinanza, comprese famiglie con bambini, sportivi ed escursionisti.
«Ciò che stupisce – commenta il delegato regionale Lac Alessandro Sperotto – è la superficialità con cui esponenti del Pd cittadino hanno giustificato la propria contrarietà alla mozione, adducendo la necessità di salvaguardare un’attività, quella venatoria, che rappresenta «un bene sociale, utile all’ambiente e all’economia» e una categoria, quella dei cacciatori, in quanto minoranza da tutelare».
Poi il delegato regionale della Lega anticaccia attacca frontalmente l’assessore comunale all’ambiente Enrico Pizza e il suo atteggiamento indulgente nei confronti dei cacciatori.
«Forse l’assessore Pizza non sa – attacca Sperotto – che, per quanto siano pochi in termini numerici (ma sono comunque più di 10 mila), i cacciatori non hanno alcun bisogno della sua tutela perché sanno benissimo difendersi da soli, avendo ormai da anni occupato i luoghi strategici che in regione danno indirizzi in materia venatoria e potendo contare sul sostegno di ampie fronde della politica, regionale e locale, a cui evidentemente anche il Pd non si sottrae perché, si sa, i cacciatori portano voti. La vera minoranza, su queste questioni – obietta il delegato regionale Lac – è invece rappresentata da chi tenta da anni, nel silenzio e nell’indifferenza generale, di far valere i diritti dei non cacciatori e di chi vorrebbe semplicemente godersi la bellezza di una passeggiata in natura senza doversi preoccupare di schivare i proiettili delle doppiette o di rimetterci il cane».
Quindi interviene il delegato regionale del Wwf per inserire una serie di distinguo in relazione alle competenze: «Non è nemmeno vero – obietta Roberto Pizzutti – che, come ha asserito Pizza, il Comune non può intervenire perché la materia è regolata da leggi statali: solo per fare due esempi, il Comune di Venezia e quello di Sauris sono intervenuti in passato proprio con delle ordinanze sindacali per limitare l’utilizzo di armi in zone pubbliche».
Un ultimo affondo va al significato e all’utilità della caccia in termini di ricadute per il territorio.
«Quanto alla difesa dell’attività venatoria in quanto bene utile all’ambiente e all’economia – eccepisce infatti Pizzutti -, ricordo solo che in regione ci sono diverse specie a rischio di estinzione (queste sì una minoranza), come coturnici, galli forcelli e allodole che i cacciatori si ostinano a cacciare, opponendosi a ogni richiesta volta ad una maggior tutela di questi animali. È questo il bene per l’ambiente a cui si riferiva la consigliera Paviotti?» conclude provocatorio Pizzutti.
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