L’invasione degli alpini nella Tolmezzo tricolore: In migliaia per la fanfara

Conferita dal sindaco Brollo la cittadinanza onoraria all’Ana nazionale. Favero rilancia il ripristino della naja obbligatoria: servirebbe a trasmettere i valori
Tolmezzo 15 Giugno 2019 Consegna Targa in comune © Foto Petrussi
Tolmezzo 15 Giugno 2019 Consegna Targa in comune © Foto Petrussi

TOLMEZZO. Piazza XX settembre è un crogiuolo di idiomi. Alla lingua di casa, il carnico, si aggiungono le diverse inflessioni del dialetto veneto. Basta ascoltare attentamente e ti ritrovi a riconoscere il trevigiano, il feltrino, il cadorino, il padovano, il vicentino. Fa caldo anche quassù, lo scirocco porta con sè l’afa e il sole picchia forte sulle migliaia di alpini accorsi all’adunata del Triveneto. Il capoluogo della Carnia ha risposto come meglio non poteva, ed era prevedibile, visto che da queste parti in ogni famiglia c’è un cappello con la penna nera. Il centro è tutto un brulicare di tricolori. Dalle classiche bandiere esposte sui balconi ai gagliardetti, dalle coccarde ai palloncini e ai fiocchi verdi, bianchi e rossi.



Le vetrine dei negozi sono allestite per l’occasione, ognuna fa a gara con le altre per vincere il titolo della più bella, sarà la gente a decidere, secondo il proprio gusto. La sede del museo Gortani a ogni finestra ha un tricolore, ce n’è perfino uno su in alto, sulla cima della montagna. Non mancano naturalmente le bandiere del Friuli, con l’aquila patriarcale sullo sfondo blu.

Vanno forte le magliette ufficiali della manifestazione con la scritta “Tolmezzo 19” e poi quelle che ricordano il centenario della Prima guerra mondiale, “made in Piave”. Ci sono i bambini con il loro cappellino d’alpino che si vende a pochi euro negli stand della kermesse assieme a spillette, gagliardetti e gadget assortiti. L’appuntamento più atteso e “popolare” è il concerto della fanfara della Julia, sempre in piazza. Almeno un migliaio di persone si sono radunate in cerchio per applaudire le canzoni della tradizione. Poi alla fine quando la fanfara ha intonato l’inno di Mameli tutta la gente ha cominciato a cantare, esplodendo in un lungo applauso finale.

Alle 15 invece, nella sala consiliare del municipio, si è svolta la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria all’Associazione nazionale alpini, rappresentata dal suo presidente Sebastiano Favero. Un momento ufficiale particolarmente sentito, al quale hanno preso parte numerosi sindaci della montagna, gli onorevoli Bubisutti e Tondo, il vicepresidente della Regione Riccardi e la medaglia d’oro al valor militare la professoressa Paola Del Din Carnielli, che nonostante le quasi 96 primavere, non manca mai a occasioni del genere. Il coro “Tita Copetti” diretto dal maestro Daniele Cuder, ha aperto la cerimonia con il canto “Sul cappello”, quindi è stato il sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo a prendere la parola.

«Per noi è un momento di grande emozione - ha detto -, ci portiamo sulle nostre montagne tutta la storia degli alpini, con la loro cultura e i loro sentimenti. C’è un indissolubile legame tra Tolmezzo e gli alpini, tanto che già la brigata Julia nel 1996 e il Terzo reggimento di montagna nel 2009 hanno ricevuto la cittadinanza onoraria. Ora la conferiamo all’Ana nazionale per il senso di appartenenza, lo spirito di corpo, la solidarietà e la generosità dei 350 mila alpini che ne fanno parte e la rendono l’associazione più importante del Paese». Dopo un secondo intermezzo del coro Tita Copetti con “Il testamento del capitano”, ha parlato il presidente Ana Sebastiano Favero, che ha ringraziato «di cuore» per la cittadinanza onoraria.

«Noi alpini abbiamo dei valori - ha affermato - e vogliamo che questi valori appartengano a tutti, in particolare ai giovani. È solo grazie ai valori che si tiene salda la società e si assicura il suo avvenire. Noi siamo concreti, pronti a dare in modo generoso, non è romanticismo il nostro: non facciamo miracoli, ma cose concrete. Ecco perchè ringrazio sempre le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia che hanno proposto al Parlamento il ritorno del servizio di leva obbligatorio per i giovani. Perchè non è sufficiente essere bravi a usare il computer, ma è importante saper usare le mani, perchè se accade una calamità, non la risolviamo con i computer, ma usando bene le mani per aiutare, per ricostruire».

Dopo il commosso grazie del presidente della sezione carnica dell’Ana Ennio Blanzan, ha preso la parola il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi. «Appartenenza, rigore, generosità, solidarietà e attaccamente alla bandiera - ha detto - sono le caratteristiche degli alpini. Le penne nere sono sempre state in prima linea, dal terremoto del ’76 all’alluvione dell’ottobre scorso. Sono favorevole che i giovani svolgano 6 mesi obbligatori al servizio dello Stato, sarebbe un’importante regola di vita». Dopo il “Trentatrè” cantato dal coro, il sindaco Brollo e il presidente Ana Favero si sono scambiati i riconoscimenti di rito. Brollo ha donato a Favero un tricolore custodito al museo di Timau firmato dalla figlia di Maria Plozner Mentil, Dorina, classe 1905, che accompagnava la mamma nelle trincee. Favero ha ricambiato con la consegna del “grest” ufficiale del centenario dell’Ana, che cade l’8 luglio.

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