L’intervista all'infermiera di Treviso: "Coscienza pulita: Ho anche consigliato le mie ex colleghe"

Emanuela Petrillo racconta la sua verità e sostiene di aver sempre rispettato le regole, fin dal primo incarico in Friuli. Nel frattempo l'avvocato annuncia la richiesta dei danni all'Ussl trevigiana
Borin Montebelluna conferenza stampa avv. Salandin con Emanuela Petrillo
Borin Montebelluna conferenza stampa avv. Salandin con Emanuela Petrillo

UDINE. «Ho sempre fatto i vaccini anche in Friuli dove ho lavorato per sei anni. Ho sempre rispettato le regole. Anzi, ho anche convinto alcune mie ex colleghe di diversi reparti ospedalieri, che non erano molto convinte, a sottoporre i loro figli alla profilassi».

Emanuela Petrillo parla attraverso il suo avvocato, Paolo Salandin, che, a sua volta, passa al contrattacco. «Chiederemo i danni all’Ussl - dice – perchè la mia assistita è stata colpevolizzata senza nemmeno essere stata indagata». L’avvocato ha anche annunciato l’intenzione, per sè e la Petrillo, di adire alle vie legali nei confronti di quanti li hanno attaccati in rete e sui social dopo la diffusione dell’intervista concessa venerdì sera ai giornalisti. Dal canto suo la Procura ha chiesto la riapertura dell’inchiesta. L’ipotesi è di omissione di atti d’ufficio.

Avvocato, la sua assistita ha lavorato per sei anni al distretto sanitario di Codroipo. Cosa le ha raccontato di quell’esperienza?

«Ha detto di essersi trovata molto bene e probabilmente avrebbe continuato ancora a operare in Friuli. Ha bellissimi ricordi, soprattutto delle ex colleghe. Purtroppo le condizioni del padre l’hanno costretta a riavvicinarsi a casa. Ha fatto domanda di mobilità e ha ottenuto il posto a Treviso».

L’Azienda sanitaria 3 dice che Emanuela Petrillo ha effettuato circa 6.000 iniezioni in Friuli

«Un numero di vaccinazioni molto superiore a quello effettuato a Treviso. Eppure non è mai successo nulla. Nessuno si è mai lamentato o ha fatto esposti. Come mai? Se non avesse svolto il suo dovere e avesse gettato le fiale anche in Friuli ci saremmo trovati davanti a un’epidemia. Non le pare? Abbiamo appreso degli esami a campione che ha deciso di svolgere l’azienda sanitaria. Se tutto dovesse andare per il meglio, come noi pensiamo, ciò deporrebbe a suo favore».

Cosa è successo invece a Treviso?

«Ce lo stiamo chiedendo anche noi. La Procura di Treviso ha archiviato un’indagine svolta dai Nas. Dopo le accuse delll’Ussl abbiamo fatto istanza perchè la mia assistita venisse ascoltata. E’ disposta a collaborare. Ma non abbiamo avuto risposte perchè non è indagata. Allo stato di fatto non c’è niente nei suoi confronti. Eppure la dirigenza dell’Ussl ha assunto fin da subito un atteggiamento colpevolista. A mio parere ha convocato in maniera imprudente una conferenza stampa. E proprio per questo procurato allarme faremo una richiesta di danni all’azienda sanitaria».

Come si sente in queste ore Emanuela?

«Si sente come una persona che è stata accusata, condannata e portata già in carcere senza avere avuto la possibilità di difendersi. Ha letto che tante mamme sono ora preoccupate, ma lei vuole tranquillizzarle: i vaccini li ha sempre fatti, anche in Friuli».

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