L'impresa dello speleosub è da record: «Ho toccato i -222 metri nel Gorgazzo, un’emozione indescrivibile»

È soddisfatto l’esploratore speleosubacqueo polacco Krzysztof Starnawski, 51 anni, dopo la storica immersione che l’ha condotto negli “abissi” inesplorati della sorgente polcenighese. L’acqua limpida permetteva di vedere durante l’immersione sino a trenta metri

«Ho fatto il record di immersione nel Gorgazzo. A 222 metri di profondità la cosa che mi ha più emozionato è un allargamento del cunicolo, una cavità da esplorare meglio: conto di tornare presto per farlo e per immergermi ancor più in profondità». È soddisfatto l’esploratore speleosubacqueo polacco Krzysztof Starnawski, 51 anni, dopo la storica immersione che l’ha condotto negli “abissi” inesplorati della sorgente polcenighese. L’acqua limpida permetteva di vedere durante l’immersione sino a trenta metri e oltre, ha osservato lo speleosub. E ha aggiunto: « La discesa mi è stata facilitata dall’ottimo lavoro svolto da Luigi Casati, il quale ha segnato il percorso durante le sue precedenti immersioni».

Il lecchese Casati nel 2008 aveva esplorato il Gorgazzo sino a 212 metri di profondità. In epoche successive Casati aveva individuato nuovi cunicoli e cavità. L’immersione di ieri di Krzysztof Starnawski è durata complessivamente due ore (dalle 11 alle 13). In venti minuti ha stabilito il record di immersione, il resto del tempo gli è servito per risalire in superficie, rispettando le tappe della decompressione, con la sosta più lunga trascorsa in una speciale “campana” fissata a circa 10 metri di profondità, accanto al Cristo degli abissi. Ad aiutare il sub polacco nell’impresa, i connazionali Tomasz Jezewski e Sylwia Kytyla, e Luca Vincenzi, speleosub di Valstagna (Vicenza), il quale si è immerso assieme al fotografo subacqueo Gianbattista Bortoluzzi del Centro pordenonese sommozzatori, associazione che ha garantito l’assistenza in superficie con Giorgio Testa e Filippo Lovison. Ad applaudire l’impresa di Starnawski, una volta riemerso, tanta gente, numerosi appassionati del Centro pordenonese sommozzatori, il sindaco Mario Della Toffola e l’assessore Fabio Pegoraro, anche lui sommozzatore.

Starnawski, parlando del record con i media (al Gorgazzo erano presenti anche le telecamere della Rai regionale), ha messo in chiaro un fatto: i misteri della sorgente polcenighese « potranno essere svelati solo dalle imprese di speleosubacquei». «La morfologia dell’abisso, con i suoi tratti lineari, le svolte, le diramazioni e le improvvise discese verticali, non si presta all’uso dei Rov, i robot comandati a distanza, grazie alle fibre ottiche, da un team di tecnici – ha puntualizzato – . Occorre scendere fin che si può, scoprendo un po’ alla volta i misteri del Gorgazzo».

Utilizzando un Rov Starnawski nel 2016 aveva esplorato per il National Geografic l’abisso sommerso di Hranická Propast, nella Repubblica Ceca, sino a 404 metri, misura che costituisce il record mondiale di profondità raggiunta, sia pure con un robot, da speleosubacquei. Parte del Gorgazzo invece, rimarrà sempre da esplorare. Un mistero che continua.

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