Dal delitto Burgato ai cold case: presentata a Lignano la collana True Crime edita dal gruppo Nem
Cinque volumi per narrare delitti tuttora irrisolti: «I cronisti di nera e giudiziaria sono cinghie di trasmissione tra i fatti e i lettori»

Leggere un giallo è affascinante, ma come si narrano i gialli che nascono non dalla fantasia bensì dalla cronaca? Venerdì pomeriggio a Lignano è stata presentata la collana “True Crime a Nordest”, composta da cinque volumi nati per narrare delitti tuttora irrisolti. Crimini veri, raccolti e pubblicati dal Gruppo Nem.
Il curatore Paolo Cagnan, vicedirettore del Gruppo Nem con delega al digitale, ha dialogato con Luana de Francisco, caposervizio della cronaca di Udine del Messaggero Veneto e autrice di alcune delle 65 storie che compongono i volumi. Sono stati moderati dal caposervizio della cultura Oscar d’Agostino.
Storie che trovano origine nella vita di ogni giorno, tra persone comuni. Cagnan ha spiegato che i «Cold case sono talmente tanti, una trentina, che abbiamo dovuto fare due volumi. Ci sono poi i grandi delitti, quelli che si sono sedimentati nella memoria collettiva e hanno segnato un prima e un dopo come quello di Pietro Maso, mosso dai soldi. Un ulteriore capitolo è dedicato ai fantasmi, persone scomparse nel nulla e l’ultimo è dedicato ai serial killer. Invidia, gelosia, rabbia, brama di potere, eredità e poi quelli commessi da persone con evidenti deficit mentali: questi sono sentimenti alla base dei delitti. De Francisco ha narrato uno dei casi più disumani che ha seguito proprio a Lignano».
«I cronisti di nera e giudiziaria sono cinghie di trasmissione tra i fatti e i lettori» ha spiegato, «non si nasce cronisti, ma si impara, scrivendone, il rigore. Si deve saper mantenere le distanze e serve serenità per approcciarsi con le forze dell’ordine, le procure, gli avvocati, con cui va costruita una fiducia che deve essere reciproca. Importante è anche il modo in cui viene raccontata una storia».
E così ha rievocato il duplice omicidio di Lignano del 2012 quando i coniugi Burgato, due commercianti che hanno trovato i loro assassini ad attenderli al loro rientro a casa. «Per 40 minuti si è compiuta una mattanza e il signor Burgato riconobbe il suo assassino che è scappato a Cuba, mentre la sorella è fuggita a Salerno. Voleva essere una rapina, ideata dal fratello per ottenere i soldi per andare a Cuba dove lo aspettava la moglie, incinta del secondo figlio. È stata una tragedia indimenticabile». Cagnan ha spiegato che «quando non c’è una confessione, servono delle prove scientifiche e dalle prove digitali si è passati dna che è molto attendibile».
Non è mancato un cenno al caso Unabomber, caso aperto il giorno dopo il premio Scerbanenco del 1994. Un caso che nel 2022 ha visto l’inchiesta venire riaperta ma senza soluzione. Si è passati poi al caso di Liliana Resinovich, a cui potrebbe offrire una soluzione la tecnologia investigativa che rende impossibile scomparire, perché traccia chiunque. Cagnan ha spiegato che il crimine ormai diventa soap crime, con aggiornamenti quotidiani, valutati sullo share televisivo. E i delitti continuano, con la realtà che supera di gran lunga la fantasia.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto









