Lignano, caso Ecoverde: Giro assolto vuole un maxi-risarcimento

LIGNANO. Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Dopo anni di traversie giudiziarie, Diego Giro, conosciuto imprenditore di Caorle operante nel settore dei rifiuti, ha vinto la sua battaglia giudiziaria.
La Corte d’Appello di Trieste lo ha assolto dall’accusa di aver frodato il Comune di Lignano nello svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti, il cui appalto era stato affidato alla Ecoverde Snc, azienda caorlotta di cui Giro era il legale rappresentante. Adesso l’imprenditore, assistito nella vicenda dagli avvocati Alberto Sommaio e Maria Giulia Turchetto, si prepara a chiedere al Comune di Lignano un maxi risarcimento dei danni.
La vicenda ha inizio nel 2004, quando la Ecoverde si aggiudica la gara d’appalto per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani a Lignano. Un appalto importante, della durata quinquennale, per un importo di quasi due milioni di euro all’anno. Nel 2006, però, il Comune di Lignano decide di rescindere il contratto, per presunte inadempienze da parte della Ecoverde.
Lo stesso Comune si rivolge alla magistratura, sostenendo che Giro avrebbe frodato l’ente nell’esecuzione del servizio. Poco dopo l’appalto viene assegnato a un’altra impresa attraverso il meccanismo dell'affidamento diretto “in house”. Mentre per l’imprenditore caorlotto inizia la battaglia giudiziaria. Nel frattempo, nel 2009, la Ecoverde, che per gestire la raccolta aveva sostenuto importanti investimenti, viene dichiarata fallita.
Nell’aprile del 2014 il Tribunale di Udine emette la sentenza del processo di primo grado, in cui Giro viene condannato a un anno e tre mesi di reclusione. Ma l’imprenditore non si dà per vinto e, assistito dai suoi legali, presenta ricorso in appello. L’epilogo arriva nei giorni scorsi, con il pronunciamento della Corte d’Appello di Trieste che riforma la prima sentenza, assolvendo Giro con formula piena perché il fatto non sussiste.
«Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, ma già l’assoluzione perché il fatto non sussiste testimonia che non c’era nessuna possibilità di adombrare le accuse mosse a Giro», commenta l’avvocato Sommaio, «la sentenza ridà la dignità e ripristina l’onorabilità del mio assistito, che era totalmente estraneo alle accuse che gli erano state mosse sulla base della segnalazione fatta dal Comune di Lignano».
Ed è proprio al Comune di Lignano che adesso Giro, assistito dai suoi avvocati, si prepara a chiedere un cospicuo risarcimento, al momento non ancora quantificabile, per i danni patiti. «In questi lunghi anni di battaglia con la giustizia, il mio assistito ha dovuto affrontare anche diverse traversie a causa del fallimento della Ecoverde, un’azienda che aveva oltre 70 dipendenti e un valore importante sul mercato. E’ dovuto ripartire da zero», conclude l’avvocato Sommaio.
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