L’Idv: Exe non risponde sul maxi stipendio del direttore

Vertici della Exe (società partecipata dalla Provincia che fornisce servizi, consulenze, studi e ricerche in materia ambientale) ieri in audizione, voluta dal centro sinistra, alla commissione Bilancio di palazzo Belgrado.
«Exe spa è un’azienda sana - ha detto il presidente della società Franco Soldati - che ha provveduto a spesare tutte le perdite nel corso degli anni, con un consolidato in regola e un capitale che ammonta a 5 milioni di euro». L’occasione ha permesso ai vertici della spa di spiegare come intendono riconvertire la società dopo la chiusura della discarica di Trivignano e il mutato fabbisogno di nuove strutture e impianti dove conferire e bruciare rifiuti. Soldati, interpellato dagli esponenti del Pd, ha assicurato sulla situazione in attivo e ha tranquillizzato i consiglieri provinciali in merito all’impossibilità che la Spa domandi finanziamenti a palazzo Belgrado. Il ruolo che Exe si impegna a ricoprire riguarda anche le operazioni-salvagente in relazione a discariche che perdono percolato con conseguenze nefaste di fluidi potenzialmente tossici che fuoriescono. Exe, infine, non ha più alcun interesse né a investire in nuove discariche né in nuovi inceneritori.
«La Exe, che ha perso ogni possibilità di sviluppo nel settore del conferimento dei rifiuti in discarica - ha commentato la consigliera provinciale dell’Idv, Paola Schiratti -, ha intrapreso altre attività minori. Ha attivato, per questo motivo, nuove società di cui è unica azionista, ma non è chiaro chi ha autorizzato queste partecipazioni indirette per la Provincia. Alcune di queste società vengono chiuse perché non hanno conseguito risultati, altre risulta dimostrino perdite, a detta del presidente Soldati, ma tutto ciò sarà senza oneri per la Provincia. Non si è voluto rispondere alla richiesta di chiarire come si giustifica in queste condizioni lo stipendio di 264 mila euro lordi l’anno del direttore Mazzola. La politica della gestione dei rifiuti deve essere impostata con più chiarezza, competenza e trasparenza da Regione e Provincia».
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