L'ideologo di Putin parla a Udine, l'Anpi si scaglia contro i sovranisti

UDINE. Aveva annunciato la sua presenza “virtuale”, con un intervento video che avrebbe dovuto aprire il convegno. Invece, con una mail inviata agli organizzatori, il filosofo Noam Chomsky ha deciso di tenersi alla larga dal convegno “Identitas: uguali ma diversi”, in programma sabato 15 giugno dalle 16.30 nel salone del Parlamento del castello di Udine e organizzato dal Comune e dall’associazione Historia.
Il dietrofront del linguista costituisce l’ennesimo ostacolo nell’accidentata marcia d’avvicinamento all’evento bollato subito come sovranista, contestato da più parti soprattutto per la discussa partecipazione di Alexandr Dugin, ideologo di Putin.
L’ultima presa di posizione in ordine di tempo è quella dell’Anpi, che in una nota stigmatizza il sostegno dell’amministrazione comunale all’iniziativa, eccependo proprio sulla presenza «dell’ispiratore del Partito Nazionale Bolscevico».
Ma andiamo con ordine. E partiamo dal «no» di Chomsky, materializzatosi «dopo molte lettere di scienziati italiani a proposito del background dell’iniziativa», come ha scritto il filosofo a Emanuele Franz, ideatore e direttore artistico del convegno.
Un’inversione a “u” vera e propria, dopo che all’inizio di maggio Chomsky aveva entusiasticamente risposto all’invito. Avrebbe dovuto mandare un contributo filmato, il linguista di Filadelfia, che invece non interverrà neppure in video. Al suo posto è previsto un intervento di Giulietto Chiesa, storico corrispondente da Mosca dell’Unità e della Stampa, a cui sarà affidato il compito di controbilanciare l’esposizione di Dugin.
Il Comune, nonostante le critiche, tira dritto: ha promosso con convinzione il convegno, patrocinandolo e affidando al proprio ufficio stampa il compito di promuovere l’iniziativa di questo pomeriggio. E, oltre a non pretendere un euro per l’affitto del salone del Parlamento, finanzierà l’associazione Humanitas, con un contributo di circa 7 mila euro che andrà a coprire le spese sostenute dal gruppo di lavoro del professor Guglielmo Cevolin per organizzare questa e altre sei conferenze.
Ed è stato proprio il diretto e convinto coinvolgimento di palazzo D’Aronco a scatenare le proteste dell’ex sindaco Furio Honsell prima, del Partito democratico poi e dell’Anpi ora. Scrive l’associazione dei partigiani in una nota: «Le teorie di Dugin sono sostenute e valorizzate dall’organizzazione neofascista CasaPound: questo fatto dovrebbe già essere sufficiente per non sostenere un convegno di tal tipo.
Inoltre Cultura e identità, il Talebano (animata da Vincenzo Sofo, artefice della svolta sovranista della Lega e legato sentimentalmente a Marion Le Pen, nipote della leader del Front National, ndr) ed Ereticamente sono tutte organizzazioni ascrivibili alla destra estrema, che così torna con prepotenza alla ribalta, rivendicando spazi e parità in nome della democrazia. L’idea di Europa e patria di queste associazioni ha portato la guerra e la morte di milioni di persone», conclude l’Anpi.
Il programma prevede anche gli interventi del filosofo Diego Fusaro (collaboratore di PrimatoNazionale, la rivista di CasaPound), Massimo Fini, Edoardo Sylos Labini, attore e fondatore del mensile “Cultura Identità” allegato al quotidiano Il Giornale, dello stesso Cevolin, Daniele Bertello e Paolo Paron, fondatore della Società Tolkieniana italiana ed esperto di tradizioni popolari.
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