L’hippy aveva il tifo, allarme contagio per il raduno arcobaleno

Il giovane hippy arrivato dall’India, di nazionalità svizzera, soccorso al raduno di Tramonti di sopra il 12 agosto scorso mentre era in preda a uno shock settico e trasportato a bordo dell’elicottero del 118 all’ospedale di Udine aveva il tifo addominale o febbre tifoide.
Si tratta di una malattia diffusa nei paesi a basse condizioni igienico-sanitarie. La diagnosi ha confermato i sospetti dei medici. Nelle feci del paziente è stata trovata la salmonella typhi.
Quando l’elisoccorso lo ha recuperato, il giovane era in pericolo di vita. Poche ore ancora e sarebbe stato troppo tardi. Disidratato, spossato da una violenta febbre e con un battito debole. Era stato ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.
Proprio in occasione del recupero del paziente a Malga Chiampis il direttore della Sala operativa regionale emergenza sanitaria (Sores) Vittorio Antonaglia aveva denunciato le condizioni igienico-sanitarie disastrose dell’area del raduno, tanto che era stato valutato dalle autorità lo sgombero dell’area occupata dalla tendopoli arcobaleno. Nel corso della loro permanenza nella radura si sono susseguiti gli interventi di soccorso del 118 per morsi di vipera, infezioni, ustioni, puerpere in travaglio, un campeggiatore travolto e ucciso da un albero.
Il rischio, sottolineano gli esperti, è che anche altri partecipanti al raduno possano aver contratto la malattia infettiva o che possano aver diffuso il contagio da portatori sani. La febbre tifoide si trasmette per via oro-fecale. Qualche giorno dopo un’altra partecipante, con sintomi analoghi, è stata soccorsa dal 118 e portata all’ospedale di Spilimbergo.
Dopo la luna nuova del 21 agosto, però, i partecipanti al Rainbow gathering di Tramonti di Sopra si sono dispersi in giro per l’Europa, verso altre manifestazioni. Lo spazio occupato dal raduno arcobaleno è stato completamente ripulito dagli hippy al termine dell’evento, prima della loro partenza.
Difficile stabilire, dunque, se altri componenti della famiglia arcobaleno e quanti abbiano in effetti contratto la patologia. Un paio di ragazzi hanno lamentato invece di aver preso i pidocchi al raduno: si sono annidati nei loro dreadlocks.
Intanto l’azienda ospedaliera di Udine ha provveduto subito alla comunicazione alla direzione sanitaria regionale, non appena è arrivato il verdetto delle analisi del paziente indiano ricoverato per lo shock settico. La febbre tifoide, infatti, è una delle malattie infettive per le quali la denuncia alle autorità sanitarie è obbligatoria.
Come si riconosce questa malattia infettiva? I primi sintomi sono simili a quelli di una grave influenza, con dolori addominali e ulcerazioni e febbre molto alta. Alla fine della prima settimana invece compaiono piccole chiazze sulla pelle color rosa salmone che nella settimana successiva lasciano il posto a papule.
Via a via si manifestano altri sintomi: prima diarrea, poi la milza aumenta di volume. Dopo quattro settimane, salvo complicanze infiammatorie che possono interessare altri organi, si guarisce. La febbre tifoide si cura con successo con gli antibiotici. Anche quando non esistevano i farmaci, era mortale soltanto nel 10 per cento dei casi.
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