L’esperto: è rarissimo che attacchi l’uomo

Ecco alcuni consigli del ricercatore faunistico Paolo Molinari. «Se l’incontrate cambiate direzione»

TARVISIO. E’ tutta pubblicità positiva, come è l’opinione di chi sottolinea il fatto che in questo caso l’orso sta per una natura incontaminata, o, viceversa, negativa, perché è una presenza rischiosa che potrebbe intimorire i turisti, cercatori di funghi o di frutti del sottobosco.

Ma l’orso in questo caso è da considerarsi un pericolo? «Potenzialmente sì, è inutile negarlo – precisa il ricercatore faunistico, il tarvisiano Paolo Molinari -. L’orso è un animale molto potente e può potenzialmente e agevolmente ferire gravemente o addirittura uccidere una persona. Ma non è un animale aggressivo, anzi è piuttosto timoroso nei confronti dell’uomo. Millenni di convivenza nei nostri territori antropizzati in cui è stato cacciato e perseguitato ne hanno fatto un animale molto esclusivo».

Ci sono incidenti documentati? «Sì, nella vicina Slovenia, ma anche in altri paesi che ospitano molti orsi questi incidenti sono accaduti. Con animali feriti durante la caccia o altri incidenti. Ma sono casi eccezionali e molto rari. Di regola, se si incontra un orso scappa. In altri casi si ferma e osserva e poi si allontana tranquillamente. Nulla di strano, solo la consapevolezza di essere un super predatore al vertice della piramide e di non dovere temere predatori più piccoli e innocui come l’uomo. Spesso addirittura questa tranquillità e senso di superiorità, nei territori dove viene cacciato, gli risultano fatali. Un caso a parte sono le femmine con i piccoli. Come tutti gli animali sono aggressive perché difendono i loro piccoli. Un incontro ravvicinato fortuito potrebbe essere delicato. Ma, anche in questo caso, la prima opzione è sempre la fuga».

Che rischi si corrono a essere attaccati dall’orso? Ripeto, è rarissimo che un orso attacchi l’uomo. Per parlare di ordini di grandezza, per 1.000 incontri ravvicinati forse c’è un finto attacco, ovvero una reazione dell’orso che spaventato soffia, emette una sorta di ringhio e forse tenta una piccola corsa di pochi metri nei confronti dell’intruso per fargli capire che è sgradito. In sostanza, la probabilità di un incidente è davvero minima. Sono molto più frequenti, invece, gli incidenti anche gravi, provocati dal miglior amico dell’uomo, il cane».

Come comportarsi in caso di incontro? «E’ bene farsi notare, se l’orso non vi ha già visti, ma in questo caso sarebbe scappato. Non procedere nella sua direzione, ma fermarsi oppure indietreggiare lentamente e sparire nella direzione da cui s’è arrivati; ciò se l’incontro è ravvicinato, a meno di 30 metri o comunque entro i 50. Oltre, si può tranquillamente godere l’avvistamento che sarà più unico che raro, ma non andargli incontro». (g.m.)

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