L’avvocato dei familiari di Tatiana Tulissi: condanna per Calligaris
Quella sera, a uccidere Tatiana Tulissi con tre colpi di pistola, non può che essere stato lui: Paolo Calligaris, il compagno, oggi 49enne, con cui la donna conviveva nella sua villa di Manzano. Per l’avvocato di parte civile Laura Luzzatto Guerrini, che nel processo con rito abbreviato in corso davanti al gup del tribunale di Udine rappresenta la famiglia della vittima, il giallo sul delitto dell’11 novembre 2008 ha quest’unica spiegazione.
E per ribadirlo, nelle quasi quattro ore dell’arringa cui era dedicata l’udienza di ieri - celebrata rigorosamente a porte chiuse, come già in occasione della requisitoria del pm Marco Panzeri -, ha sfoderato a propria volta una serie di particolari investigativi, volti da un lato a rafforzare l’ipotesi della presenza di Calligaris sulla scena del delitto nel momento in cui fu commesso e, dall’altro, a dimostrare l’incongruenza di alcune delle dichiarazioni rese durante i non pochi interrogatori cui è stato sottoposto.
Scontata, allora, la conclusione: condanna dell’imputato, per il quale la Procura nell’udienza del 18 giugno aveva chiesto 16 anni di reclusione, e conseguente risarcimento dei danni a Meri Conchione, madre di Tatiana, e ai suoi fratelli Marco e Marzia, tutti presenti in aula.
Tra i punti cardine dell’inchiesta ricordati dall’avvocato Luzzatto Guerrini, la testimonianza della vicina di casa, che sostiene di avere sentito i colpi di pistola e che permetterebbe di collocare l’azione omicidiaria tra le 18.29 e le 18.32, quando Calligaris effettuò la prima telefonata al 118. Significativo, ai fini della ricostruzione e, quindi, dei sospetti nutriti nei confronti dell’imputato, anche il lasso di tempo trascorso prima della seconda chiamata, registrata dieci minuti dopo. Anche ieri la discussione è stata corredata dalla proiezione di immagini e filmati, oltre che da una serie di audio riferibili a telefonate effettuate da Calligaris, comprese quelle ai soccorritori. Il processo proseguirà il 9 luglio, con la prima delle due udienze (l’altra è fissata per il martedì successivo) che il giudice Andrea Odoardo Comez ha riservato al collegio difensivo. —
L.D.F.
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