«L’auditorium della Regione sia intitolato a Comelli»

La mozione del gruppo consiliare del Pd nel quarantesimo del terremoto Agnola: «È stato il presidente della ricostruzione, ha fatto rinascere il Friuli»
Di Giacomina Pellizzari

«Nel quarantesimo anniversario del terremoto che distrusse il Friuli, intitoliamo l’auditorium della Regione ad Antonio Comelli. Il presidente della ricostruzione». Il gruppo consiliare regionale del Pd vuole rendere omaggio al presidente della Regione, ricordando la sua opera e quella di tutti coloro che resero possibile la rinascita del Friuli dalle macerie». La richiesta è stata riassunta in una mozione condivisa anche da Sel e Cittadini.

Proprio perché i risultati di quell’esperienza sono sotto gli occhi di tutti, diventa facile immaginare che la giunta Serracchiani non faticherà ad accogliere la proposta. E così mentre i comuni terremotati, si preparano a documentare la memoria da lasciare in eredità alle nuove generazioni, la Regione si prepara a intitolare l’auditorium del palazzo di via Sabbadini ad Antonio Comelli. Il presidente del Fvg dal 1973 al 1984.

«Ricordiamo tutti come la risposta decisiva al disastro del presidente Comelli e della classe politica di allora fu, innanzitutto, la scelta di affrontare la ricostruzione, esercitando i principi dell’autonomia e del decentramento che presero forza da un rapporto di fiducia fra tutti i livelli istituzionali, dallo Stato agli enti locali» spiega il consigliere del Pd, Enio Agnola, nel ricordare che «il 13 maggio del 1976, il Consiglio dei ministri approvò il decreto legge contenente misure urgenti per il Friuli. Un provvedimento che non aveva precedenti nella storia della legislazione italiana per ampiezza di finanziamenti, di deleghe e di nuovi istituti, affidando direttamente alla Regione la gestione della ricostruzione e la facoltà di delegare compiti e funzioni ai Comuni colpiti».

Un vero e proprio modello che continua a fare scuola quando la terra trema altrove. Secondo tutti i firmatari della mozione, «la figura del presidente Comelli riassume il percorso compiuto dal popolo friulano nel 1976 e nei dieci anni della ricostruzione, riunendo simbolicamente i valori fondanti di questa esperienza storica». Tra i valori fondanti, il Pd cita: il volontariato nazionale e internazionale, il ruolo delle istituzioni, la Chiesa friulana guidata dall’arcivescovo di allora, monsignor Alfredo Battisti, la solidarietà dello Stato italiano, gli aiuti e le sottoscrizioni giunte da tutto il mondo, con le famiglie friulane determinate a ricostruire il proprio “fogolar” com’era e dov’era.

Queste le parole di Comelli riportate nella mozione: «Prima che il Consiglio dei ministri approvasse la legge, il presidente Moro chiese al senatore Toros, il ministro del Lavoro, Bressani e il presidente della giunta: “Ve la sentite di assumere questa responsabilità?” La risposta non è stata immediata. Si avvertiva, seppure in modo confuso, la complessità e la vastità dei compiti e quindi l’onere che un tale impegno avrebbe comportato. Fu data, tuttavia, una risposta positiva».

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