L’Anci dona la fascia tricolore ai sindaci di Amatrice e Norcia

GEMONA. Hanno perso le fasce tricolori sotto le macerie dei palazzi distrutti dal terremoto, ma domani sera, a Gemona, i sindaci di Amatrice e Norcia, Sergio Pirozzi e Nicola Alemanno, torneranno a indossare il simbolo delle istituzioni che rappresentano.
Sarà il presidente dell’Anci, Mario Pezzetta, a donare le fasce ai due primi cittadini dei comuni terremotati dell’Italia centrale. «Il nostro dono - spiega Pezzetta - vuole essere un segno di solidarietà umana e istituzionale a due comunità che sperano di ricostruzione il loro futuro».
Sarà una cerimonia dentro la cerimonia quella che Gemona dedica alla sua comunità. Domani sera, infatti, il grazie dell’amministrazione di palazzo Boton non andrà ai politici bensì ai gemonesi. Alla gente che la sera del 6 maggio 1976 perse gli affetti più cari e si ritrovò senza speranze.
La distruzione però non gli impedì di reagire e di ricostruire. Nell’anno del quarantennale, il sindaco teme di aver trascurato i suoi concittadini e gli dedica la cerimonia conclusiva di un programma iniziato a gennaio scorso con l’attribuzione della cittadinanza ordinaria al Messaggero Veneto. Riconoscimento che sempre domani sera, alle 20.30, al centro parrocchiale Glemonensis, sarà consegnato al direttore, Omar Monestier, e ai familiari di Vittorino Meloni, lo storico direttore del giornale che trasformò il Messaggero Veneto nel giornale del terremoto.
«Senza retorica vogliamo dire grazie alla nostra gente» spiega Urbani soffermandosi sul programma di questo fine settimana dedicato al ricordo. Il programma prenderà il via stasera, alle 21, nel teatro sociale, con il concerto della Fanfara dell’Arma dei carabinieri. L’ingresso è libero.
Sabato, invece, alle 10,30, in municipio sarà ricordato il contributo offerto, nell’estate del 1976, dagli agenti della polizia locale di Gemona. Il corteo, dopo l’alzabandiera, sfilerà verso il duomo per partecipare poi alla Santa messa. Alle 12 seguirà la deposizione della corona davanti al monumento ai caduti, alla presenza dei presidenti nazionale e regionale dell’Anvu (Associazione nazionale vigili urbani), Nicola Salvato e Gianluca Di Bernardo. Potranno essere ammirate pure le due motociclette utilizzate, nel 1976, dai vigili urbani.
Mezzi che oggi fanno parte della collezione privata di Giacomino D’Aronco. Conclusi i discorsi, il corteo si dirigerà verso la sala consiliare dove non mancherà la proiezione delle immagini del passato, mentre sotto la loggia di palazzo Boton si potrà degustare la polenta di Ciro e partecipare così alla raccolta fondi per i terremotati dell’Italia centrale.
Ma non è ancora tutto perché nel pomeriggio, alle 17.30, nel centro commerciale Manifatture, sarà inaugurata la mostra con le immagini storiche del vecchio cotonificio distrutto dal terremoto. La sera del 6 maggio, sotto le macerie dello stabilimento, restarono intrappolati nove operai. Morirono tutti. E come segno di rinascita, il sindaco ha deciso di incontrare i nati nel 1976, in municipio.
«Quarant’anni fa, la nascita di quei bambini rappresentò un segno di speranza, la vita che andava avanti» sottolinea Urbani soffermandosi sulla cerimonia che prenderà il via alle 20.15 con i sindaci di Amatrice e Norcia, e il commissario straordinario per l’emergenza, Giuseppe Zamberletti.
Sarà l’occasione per ripercorrere attraverso il coro “Primetor” composto da alcuni dei ragazzi che, allora, cantavano nei cori “Pronipoti” e “Torate”, gli ultimi 40 anni. Il nuovo coro si esibirà dopo i bambini della scuola primaria che apriranno la serata intonando “Glemone”. Una sorta di inno alla ricostruzione che sarà eseguito anche dalla corale del duomo e dai cori Glemonensis e Kelidon dopo l’Ave Maria dal teremot.
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