«La zona industriale resta abbandonata Il sindaco intervenga»

L’imprenditore Daniele D’Andrea: «L’abbiamo votato, agisca E usi i 500 mila euro che entrano in cassa dalla Stu Makò»
Milena Bidinost

cordenons

Buche sull’asfalto che a ogni pioggia diventano profonde pozzanghere, caditoie da sistemare, un paolo dell’illuminazione pubblica da raddrizzare, le cordonate stradali da rifare, verde da tenere curato: in due parole, sicurezza e decoro da garantire agli imprenditori.

Sono le cose che saltano agli occhi di chi transita per via Amman, una delle vie interne alla zona industriale di Cordenons, che insiste sul secondo lotto di ampliamento risalente al 1989.

A denunciare queste criticità è Daniele D’Andrea, imprenditore cordenonese attivo nel settore edile, che si fa portavoce del malumore dei suoi colleghi della zona industriale. D’Andrea dà al problema anche una soluzione finanziaria. «La zona produttiva è il biglietto da visita della città – osserva – ma da anni è abbandonata a se stessa. L’amministrazione ne garantisca perciò il decoro e lo faccia destinando parte dei 500 mila euro che il prossimo anno entreranno nelle casse del Comune dalla liquidazione della Stu Makò, a titolo di recupero crediti Imu, per sistemare le strade, in particolare la peggiore che è via Amman. Serviranno circa un centinaio di migliaia di euro».

Gli imprenditori attendono questo tipo di interventi da tanto tempo e per questo D’Andrea chiede al sindaco Andrea Delle Vedove, confermato a ottobre anche con il sostegno dei moderati di cui l’imprenditore dice di essere l’espressione in paese, di investire sulla zona industriale. «Raccolgo ogni giorno il malumore degli imprenditori – racconta D’Andrea –. Lamentano il disagio arrecato alla immagine delle loro aziende dallo stato delle strade, ma anche gli annosi problemi di collegamento viario con la Pontebbana. Mi auguro quindi che il sindaco mantenga le promesse elettorali: di realizzare da un lato una pista ciclabile che colleghi il ponte Amman, in via Pasch, con via Chiavornicco e dall’altro un ring di collegamento con la Pontebbana utilizzando parte della viabilità esistente. «Da anni– aggiunge D’Andrea – la soluzione c’è: è realizzare la rotatoria all’altezza di via Prà in direzione della Sme, nonché una bretella di collegamento tra la rotatoria della Pontebbana e la strada già esistente alle spalle dell’officina di autoricambi, che conduce di nuovo in via Pra».

Il problema della sistemazione della viabilità di collegamento della zona industriale – una rete di stradine non adatte al traffico pesante – torna quindi alla ribalta a due mesi dalla elezioni. Nei giorni scorsi ne aveva parlato anche il consigliere di minoranza Paolo Peresson. —



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