La sala civica frutta 1.168 euro al Comune

Bumbaca Gorizia 03_11_2017 Cormons, incontro pubblico su candidatura Unesco © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 03_11_2017 Cormons, incontro pubblico su candidatura Unesco © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



In tutto un incasso per il Comune di 1.168 euro per circa 35 eventi differenti di una ventina di associazioni richiedenti. Sono questi i numeri fatti registrare nel 2018 dalla sala civica comunale, la struttura al centro delle polemiche degli ultimi giorni per il caso Festa dei Dilettanti.

I dati sono pubblici e dagli uffici municipali spiegano: «Le richieste di utilizzo di sala civica e sala di rappresentanza, quest’ultima struttura non a pagamento, non hanno subito sostanziali differenze tra il 2017, quando la prima veniva data ancora gratuitamente, e il 2018». Insomma, la volontà dell’amministrazione Felcaro di far pagare da circa un anno e mezzo la sala civica non ha spostato gli equilibri: associazioni e privati continuano a sceglierla per conferenze e mostre. C’è tuttavia una differenza di vedute ben rappresentato da queste due diverse posizioni: «Far pagare una quota, seppure minima, di 20 euro rappresenta pur sempre un surplus di burocrazia e perdita di tempo che le associazioni volentieri eviterebbero», confida un iscritto ad uno dei sodalizi cormonesi. Ma c’è appunto anche chi la pensa diversamente e, a raccontare l’episodio in merito è l’assessore al Turismo e alla Cultura Martina Borraccia: «Recentemente abbiamo ospitato una conferenza con lo psicoterapeuta Claudio Lalli riguardo i cambiamenti della famiglia: in quel caso gli avevamo proposto la sala di rappresentanza come luogo dove svolgere l’evento, ma lui ha preferito la sala civica, nonostante fosse a pagamento al contrario dell’altra opzione». Affitto che è stato regolarmente pagato, così come è avvenuto lo scorso anno per diverse associazioni: tra queste Advs, Unitre (che però ha un accordo specifico con il Comune con il quale ha concordato il pagamento di mille euro per l’anno accademico appena concluso di cui 400 sono stati anticipati appunto nel 2018), Consorzio Collio, Società Cormonese Austria e altre.

Ci sono stati poi alcuni particolari casi di esenzioni che evidenziano quindi come il caso emerso sabato non fosse un unicum: la sala civica è stata data gratis a Tocs di Cormons per una mostra sulla Grande Guerra, alla Pro Loco per il Festival del Folclore e al Club Unesco Viaggi per un’esposizione. –



Riproduzione riservata © Messaggero Veneto