La Regione “recluta” più volontari
Il Consiglio vota domani la prima legge in Italia per minori e stranieri
UDINE.
Il Friuli Vg sarà la prima regione in Italia a dotarsi domani, con il voto in consiglio, di una legge che estende il Servizio civile volontario nazionale anche ai minori fino a 16 anni e ai giovani extracomunitari residenti regolari, con il coinvolgimento dei comuni che promuoveranno la formazione. Nascerà, infatti, qui, il Servizio civile solidale, un progetto voluto dalla maggioranza di Intesa, ma non osteggiato dall'opposizione. Primo proponente il consigliere Dl Paolo Menis. Il quadro. Nel 2001 è stata varata la legge istitutiva del Servizio civile nazionale, in sostituzione del sospeso servizio militare. All'inizio le regioni hanno sottovalutato questa opportunità, ma poi si è vist che il numero di giovani volontari cresceva sensibilmente. A oggi si contano in Italia circa 45 mila giovani l'anno e l'85% è in prevalenza costituito da ragazze. Dal 2001, in Fvg, il solo servizio nazionale ha mobilitato una media di 300 giovani l'anno. «Come Intesa democratica abbiamo colto l'opportunità di dare un servizio piú puntuale ai nostri giovani, la possibilità di costruire progetti a misura del territorio non dipendendo in tutto e per tutto dal Servizio civile nazionale», spiega Paolo Menis.
La legge. Il passaggio successivo è stato quello di rispettare, da un lato i parametri e le disposizioni fissati dalla legge nazionale «per poter usufruire dei fondi generali stanziati per i giovani tra i 18 e i 28 anni che scelgono il servizio civile». Ma poiché «non riusciamo a spendere l'intera quota di spettanza regionale», si è pensato di «promuovere un servizio in loco, piú vicino alle nostre realtà, per aumentare le opportunità». La novità. «Abbiamo messo in atto un vero e proprio servizio civile volontario regionale - sottolinea Menis -, introducendo due novità: l'apertura ai giovani stranieri immigrati residenti regolari. Ci siamo ovviamente mossi sulla base del principio di favorire l'integrazione». L'altra novità è consistita nel abbassare la soglia di accesso al servizio ai 16 anni, «per progetti di Servizio civile regionale solidale». Il servizio solidale. Il ruolo dei minorenni è valorizzato secondo modalità specifiche che tengono conto dell'obbligo scolastico e del fatto che serve l'autorizzazione dei genitori. «Si ragiona per progetti e su moduli di 240 o 360 ore, moduli che possono essere realizzati in modo intensivo, 6 ore al dì per tutta l'estate, oppure dilunedoli in 4 ore di volontariato a settimana per l'intero anno». È stato fissato anche un compenso, piú precisamente un rimborso, che sarà di 433 euro netti il mese, un terzo in meno per i minori. «Ma di cifre si parlerà con piú precisione all'atto della scrittura del regolamento». L'ok del Governo. L'idea del Fvg è parsa cosí innovativa, senz'altro la prima in Italia «che il sottosegretario Cristina De Luca ci ha già confermato che verrà in regione per promuovere una conferenza “Dall'obiezione di coscienza al servizio civile solidale” proprio per valorizzare la nostra iniziative», ha preannunciato Menis. I fondi a disposizione.
La legge che domani sarà votata in consiglio partirà con una dotazione finanziaria di 200 mila euro per il servizio civile solidale, il resto sarà coperto con fondi del Servizio civile nazionale. I tempi. «Entro l'autunno approveremo i regolamenti e la campagna di promozione. Poi presenteremo il primo bando cui potranno accedere associazioni e comuni con i loro progetti. Perché saranno proprio i municipi a farsi parte attiva nella realizzazione del servizio».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto
Leggi anche
Video








