La rabbia della nautica: «Così dobbiamo chiudere»

Arrivati ieri anche dalla Bassa a Trieste per protestare contro la manovra Monti. «Fermate l’esodo in Croazia e Slovenia». La Regione: ricorso contro il Governo

LATISANA. Ogni lembo di costa italiana era rappresentato ieri mattina in piazza Unità a Trieste e tanti erano gli operatori della nautica friulani, arrivati da Lignano, San Giorgio di Nogaro, Aprilia Marittima, Aquileia per dire no alla manovra del Governo che obbliga a pagare una super tassa per poter restare nelle marine “nostrane”. Un provvedimento, che ha avuto come immediata conseguenza la “fuga” dai nostri porti già di un migliaio di barche italiane e straniere, è che è una serie spada di Damocle su un comparto che può contare su miglaia di lavoratori.

C’erano artigiani, proprietari delle marine, commercianti, esercenti e anche tanti dipendenti per manifestare con molta compostezza, ma anche tanta rabbia la loro preoccupazione per una ricaduta pesante e anche immediata del nuovo decreto sul comparto della nautica anche regionale, con i proprietari delle barche soggette alla nuova tassazione già pronti a “levare le ancore” verso l’estero.

Ad ascoltare le loro istanze in piazza è scesa l’assessore regionale alle attività produttive Federica Seganti e, anche se la Regione ha già dichiarato di voler ricorrere assieme ad altre regioni contro la nuova tassa, una soluzione sembra davvero lontana: «basterebbe modificare la natura della tassa e anziché applicarla sullo stazionamento si tratterebbe di legarla al possesso dell’imbarcazione in base alle immatricolazioni registrate nei pubblici registri – ha commentato ieri il presidente per la categoria della nautica di Confartiginato Francesco Reboldi - questo avrebbe il duplice effetto di escludere automaticamente le imbarcazioni straniere e di essere di incentivo per il rientro delle imbarcazioni dall’estero. Il nostro problema infatti è la vicinanza con le coste slovena e croata e la possibilità per i proprietari anche stranieri, di portare in quei porti i loro natanti sfuggendo cosi alla nuova tassa».

La Regione? «Abbiamo organizzato un pool di esperti per capire la strada da percorrere per il ricorso - ha detto la Seganti -. Molte barche sono già fuggite, quello che per ora possiamo fare è stare vicini a un comparto vitale per la nostra economia». E nel giorno della protesta della nautica anche il presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz è intervenuto commentando le recenti decisioni del Governo: «da una parte i benzinai della fascia confinaria, ma anche dell’intera provincia di Udine, che registrano un crollo delle vendite dei carburanti, dall’altro le nostre marine: questo è un altro colpo alla specialità regionale».

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