La “lezione” di Daiane: donne, potete difendervi

PORDENONE. «Erano nascosti in agguato dietro agli alberi. Se non fosse stato per il mio cane Ares, che mi ha avvisato abbaiando, forse non mi sarei accorta subito della loro presenza. Per fortuna è capitato a me, che so come difendermi, e non a un’altra donna».
La cosa che colpisce di più di Daiane Ferreira, la campionessa di pugilato che è riuscita a stendere i suoi tre aggressori, è la sua infinita dolcezza. «Lei è così, pensa sempre agli altri, mai a se stessa», scuote la testa sorridendo il suo preparatore tecnico Gianbattista Boer, maestro della palestra Kombat gym di Fiume Veneto.
La grinta Daiane la sfodera solo sul ring, uno sport che è stato per lei una forma di riscatto e che le ha consentito di raggiungere traguardi importanti.
Ma l’aggressione subita ha scosso la giovane boxeur profondamente. L’istinto dell’atleta è stato fondamentale anche venerdì notte, quando la giovane originaria della Galizia è stata assalita da tre sconosciuti in via Candiani.
«Il primo ha cercato di afferrarmi alle spalle, l’ho schivato – Daiane mima il gesto della finta con le spalle –. Il secondo era grande e grosso, pesava circa 100 chili: mi ha fatto paura. Lui sapeva quello che stava facendo, gli altri due invece erano ubriachi.
Con un pugno al mento sono riuscita a stenderlo. Il mio border collie si è lanciato sul terzo. Gli ha poggiato le zampe sul petto e gli ha abbaiato contro furiosamente: nemmeno in quell’occasione è riuscito a mordere, è un animale molto mansueto, non abbaia mai».
Quando è arrivata a casa, però, Daiane è scoppiata in lacrime. «Per fortuna non mi è successo nulla. Sono incolume». Su Facebook ha lasciato uno sfogo. L’episodio le ha regalato poi una popolarità inaspettata. E per certi versi indesiderata.
«Non voglio che il mio gesto venga strumentalizzato – spiega la giovane – per motivi politici o che possa essere interpretato negativamente. Mi sono semplicemente difesa da tre aggressori. Io stessa sono un’immigrata, vengo dalla Spagna e sono a favore dell’integrazione, ma le regole vanno rispettate.
Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: i tre uomini che mi hanno aggredita erano stranieri, privi di documenti, ma avrebbero potuto essere di qualunque nazionalità, anche italiani».
Daiane, semmai, è un simbolo positivo per le donne che scelgono di non subire la violenza. Nella città dei delitti si registra un vero e proprio boom di iscrizioni ai corsi di autodifesa personale.
Ne sa qualcosa Gianbattista Boer, che alla palestra Kombat Gym ha registrato un’inversione di tendenza: «Il 60 per cento di iscritte sono donne. Anche nei corsi per principianti, le donne sono la maggioranza. I genitori mi portano le loro figlie dicendo: non si sa mai, un domani è sempre meglio sapere come difendersi».
Si respira grande attesa, intanto, per i mondiali di sport da combattimento che la palestra Komabt Gym sta organizzando. All’evento, in calendario il 5 novembre, sono attesi nomi del calibro di Christian Ziculo, Valerio Mircea, Emanuele Palombi.
Sarà anche l’occasione per rivedere Daiane Ferreira: la campionessa di pugilato sarà impegnata in un’esibizione con una sparring partner d’eccezione, una giovane atleta che lei stessa sta allenando.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








