La Lavanderia Fantuzzi gioca d’anticipo

Fondamentale per superare la crisi la capacità del patron Dario Buset di capire le trasformazioni in atto

PORDENONE. Dire Lavanderia Fantuzzi e dire Dario Buset, il deus ex machina dell’azienda, è come dire la stessa cosa, un binomio indissolubile da 35 anni. Dopo il periodo pionieristico è stato l’imprenditore pordenonese a far diventare l’attività un punto di riferimento non soltanto locale. Uno che ha saputo sempre capire in anticipo le esigenze del mercato.

«Quando negli anni 80 – dichiara – capii che i negozi erano una forma superata e c’era in atto un ridimensionamento della caserme compresi che era il momento di rivolgersi alle grandi comunità come ospedali e case di riposo, che ancora oggi sono il nostro punto di forza. E con orgoglio affermo che l’avere vinto l’appalto con la Usl di Padova, la più grande d’Italia, che va avanti da 25 anni, è una delle mie più grandi soddisfazioni lavorative».

La Lavanderia Fantuzzi ha superato indenne anche il periodo di grande crisi di questi anni.

«E’ stata una crisi strutturale – osserva Buset – nel senso che gli ospedali hanno tutti diminuito i posti letto (dove, per esempio, ce n’erano mille sono stati portati a seicento) e di conseguenza c’è stata una contrazione anche nel nostro lavoro. L’azienda comunque sta bene: non è la stessa floridità di una volta, tutto è molto diverso, ma noi siamo tra quelli che possono dirsi fortunati».

In così tanti anni il patron della Fantuzzi ha visto transitare molte generazioni di lavoratori e anche dalla loro conoscenza diretta più di altri può capire la trasformazione dei costumi e del modo di lavorare.

«C’è molta più passione per il lavoro adesso rispetto a un tempo – afferma Buset –. Ho molto personale extracomunitario che opera a fianco a fianco con quello italiano e se anni fa potevano esserci differenze nell’approccio oggi la voglia di tenersi stretto il posto ha fatto sì che ci sia molta più attenzione al lavoro. E anche nei rapporti tra colleghi. Ricordo che negli anni 70 la prima cosa che chiedevano al momento del colloquio per l’assunzione era di quando e quante erano le ferie. Oggi se c’è da fare qualche ora in più nessuno si tira indietro».

Gli 80 anni della lavanderia sono stati celebrati sabato scorso con una grande festa.

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