La giunta Illy: avanti col cementificioNo di Rc, i Verdi pronti alla rottura

TRIESTE. La Giunta regionale andrà avanti col progetto del cementificio: «Non ci sono impedimenti alla realizzazione dell'impianto fra Torviscosa e Cervignano», sostiene la coalizione di Intesa democratica. Dopo le polemiche e le manifestazioni di piazza, ieri l'esecutivo ha discusso il caso facendo quadrato su Illy, con il “no” di Prc. L'assessore Antonaz ha contestato impatto ambientale e metodo seguito: «Il territorio non lo vuole», dice. Intanto i Verdi, con il consigliere regionale Alessandro Metz, sono pronti alla rottura con la maggioranza: «Andremo avanti per contrastare la politica ambientale della giunta Illy». A sollecitare la discussione ieri, durante la riunione della Giunta regionale a Trieste, è stato il presidente Riccardo Illy che ha fatto il punto sull'iter che porterà alla realizzazione del cementificio nella Bassa friulana. Con lui i rappresentanti del centro-sinistra, ma non Antonaz che - alla luce dei documenti - si schiera per lo stop all'impianto: «Ho manifestato delle perplessità nel merito - dice l'assessore alla cultura di Rifondazione - nel senso che ritengo che, alla luce delle mie conoscenze attuali, questo cementificio non si deve fare. Mi riservo di fare un approfondimento tecnico. Più che nei contenuti, però, il problema investe l'approccio su un territorio che nella sua totalità sta rifiutando quest'opera».


Un no che non modifica, però, l'orientamento della giunta dopo un percorso che ha consentito all'esecutivo regionale di raccogliere tutti i pareri necessari per ottenere un quadro complessivo e quindi ribadire la propria posizione favorevole all'insediamento. Dopo Illy, nel dibattito in Giunta è intervenuto il vicepresidente Gianfranco Moretton. «È stato sottolineato che lo stabilimento sarà ubicato in una zona della Bassa friulana vocata agli insediamenti produttivi. Durante la Giunta sono state anche evidenziati alcuni punti importanti, e cioè che l'insediamento rispetterà tutte le norme previste per il rispetto dell'ambiente e della salute dei cittadini, che avrà le dimensioni dello stesso stabilimento che è in attività a Trieste da lungo tempo e che non ha mai creato problemi alla popolazione». In Regione ci sono altri esempi di cementifici in attività e cioè a Fanna e a Travesio, in provincia di Pordenone. Inoltre, l'assessore Moretton aggiunge che saranno «previste prescrizioni per i Comuni» e che «non è vero che l'Azienda sanitaria si sia opposta alla realizzazione dello stabilimento». Conclusione della giunta è stata che «si andrà avanti» con il progetto. E anche i Verdi tornano sulla bocciatura del progetto. «Se la Giunta ha deciso di andare avanti anche noi andremo avanti. Per noi - dice il consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz - la questione del cementificio è l'occasione per valutare negativamente la politica ambientale della Giunta Illy in questi 4 anni e per sottolineare la mancata partecipazione alle decisioni delle amministrazioni su temi importanti». Metz rimarca che la posizione dei Verdi «non è isolata». «Illy attacca noi, ma hanno detto no al cementificio anche Rifondazione comunista e Comunisti italiani, come pure è contrario il capogruppo dei Ds in consiglio regionale Mauro Travanut.


E ci risulta che anche qualche esponente della Margherita la pensi allo stesso modo. Dobbiamo dire che finalmente il centrosinistra si trova a discutere di politica, mentre per Illy è un problema di comando». «Per quanto ci riguarda - dice ancora Metz - siamo stati chiari quando abbiamo espresso la nostra posizione politica e un limite. Il cementificio è il nostro limite perchè a questo punto i nodi vengono al pettine. La questione del cementificio a Torviscosa racchiude in sè tutti gli aspetti negativi che non sono stati considerati nelle valutazioni della Giunta, e cioè i problemi inerenti alla salute della popolazione, quelli della politica ambientale, la partecipazione democratica alle decisioni, l'insostenibilità manifestata dal territorio, e questi discorsi valgono anche per altre scelte che l'amministrazione regionale ha fatto e sta facendo in campo ambientale». Secondo Metz, la Giunta ha una «posizione schizofrenica» sull'ambiente. «Ovunque si dibatte dei problemi ambientali, dei rischi che stiamo correndo a livello mondiale. In Friuli Venezia Giulia tutto questo appare lontano e non viene tenuto nella debita importanza», conclude Metz.

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