La fusione parte dal progetto tartufo

Presentata l’iniziativa con Montenars e la città gemellata Foligno

GEMONA. Il tartufo, un progetto in vista della fusione con Montenars. L’iniziativa è stata presentata ieri a palazzo Boton dai due sindaci di Gemona Paolo Urbani e di Montenars Claudio Sandruvi, alla presenza dei partner coinvolti nel progetto: Gianpiero Fusaro ed Enrico Testa del Gal Valle Umbra e Sibillini, Francesco Mirti dell'associazione Tuber Terrae di Foligno, Alvaro Paggi della comunità montana dei monti Martani, Serano e Subasio, Gilberto Bragato del Cra-Rps di Gorizia, e Maurizio Tondolo dell’Ecomuseo delle acque del gemonese. È subito emerso dunque che questa importante iniziativa nasce in seno al gemellaggio che Gemona ha da ormai vent’anni con la città umbra di Foligno: «Vent’anni fa – ha spiegato Urbani – l’avvio del rapporto con Foligno fu un’occasione per noi per cercare di ricambiare quell’immensa solidarietà che abbiamo ricevuto nel 1976. Oggi, di fronte a due ricostruzioni compiute, ci ritroviamo per valorizzare il nostro territorio. Se già si sta lavorando sul formaggio e la castagna, il progetto sul tartufo ci dà la possibilità di agganciare nuovi aspetti peculiari, enogastronomici e culturali che ci permetteranno di valorizzare il territorio».

Lo spunto arrivato da Foligno è dovuto alla presenza in quella località del tartufo quale elemento economico portato avanti ormai da molto tempo. In questi giorni, i rappresentanti della città umbra a Montenars hanno già potuto effettuare le loro prime osservazioni sulle possibilità che quel territorio montano offre, ma si tratta di un primo passo a cui seguiranno altri, con i quali non solo si approfondiranno ancora di più le modalità per portare avanti il progetto ma anche tutte le eventuali partnership: durante la conferenza stampa è emersa la volontà di mettere in relazione il Gal locale Open leader con quello umbro attraverso “progetti di cooperazione inter-territoriale”, ma anche la disponibilità dell’Ecomuseo gemonese a operare con quelli presenti nella zona di Foligno. «A Montenars – ha spiegato Sandruvi – un tartufo è già stato trovato da una signora di Asti. Esiste la possibilità di incentivare tale presenza ». (p.c.)

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