La censura di Pechino su Far East 9
Dal 20 al 28 aprile al Giovanni da Udine e al Visionario si terrà la nona edizione dell'ormai più quotato festival orientale d'Europa
Cinquantanove opere, l'imperdibile horror day, la retrospettiva su Patrick Tam, feste, concerti. La nuova sigla firmata da Garlatti-Costa
Arriva una mail: «Bloccate quel film». Il Cec: «Lo proietteremo»
Cinquantanove opere, l'imperdibile horror day, la retrospettiva su Patrick Tam, feste, concerti. La nuova sigla firmata da Garlatti-Costa
Arriva una mail: «Bloccate quel film». Il Cec: «Lo proietteremo»
Dalla Cina con un certo furore cinematografico. Otto film cinesi a Far East Film 9, un record. E una mail minacciosa da Pechino: «Bloccate One Summer With You, non ha passato il visto della censura». Un altolà che farà discutere, anche perchè è il primo nella storia del Far East.
Un festival ancor più fastoso di proposte. Seicentomila euro di costo - l'84 per cento coperto da interventi pubblici e il 16% da privati - cinquantanove pellicole, su quattrocento visionate, dal 20 al 28 al Giovanni da Udine e al Visionario con l'atteso "Horror day", nonchè con la preziosa retrospettiva (due gli anni di lavoro) su Patrick Tam, uno dei maestri indiscussi del cinema orientale, padre della new wave honkonghese degli anni Ottanta.
Ma soprattutto una Cina mai vista, ben diversa dalla solita agreste e medievale, legatissima a una tradizione che impone al cinema inevitabilmente ritmi flemmatici con conseguente dispersione d'interesse. Scopriremo un grande Paese dell'oggi che ha fatto propria una parola d'ordine inusuale: «fare profitti». Trame più audaci e autori banditi, riabilitati. Oltre trecento le pellicole prodotte nel 2006, pubblico sempre più curioso ed esigente, censura meno diffidente del passato tanto da far passare opere del tipo Curiosity kills the cat (in cartellone a Udine), thriller alla Attrazione fatale, intrisa di sesso, tradimenti e della nuova opulenza orientale, finora tenuta con precauzione dietro i paraventi.
E proprio per questo fa scalpore la mail spedita al Cec di Udine da parte del "Film bureau" di Pechino, l'organo supremo di vigilanza cinematografica, nella quale si invita gli organizzatori del Far East Film 9 a non proiettare One Summer With You, la pellicola di Xie Dong, una «dolce istantanea di un amore giovane e innocente» e, secondo loro, mai fatta uscire nelle sale. Tutte le otto proposte, compresa questa, erano state inizialmente accettate con soddisfazione dal "Film bureau" e, quindi, suona ancor più strano l'improvviso dietrofront. «Non c'è alcunchè di politico scomodo - ci dicono dal quartier generale udinese del festival - forse perchè si racconta una condizione di estrema povertà che mal si sposa con l'immagine nascente della Cina? Sono soltanto ipotesi. Non abbiamo intenzione di cedere alla provocazione, visto che One Summer With You è stato già visto in un festival coreano, al contrario di quanto scritto dai cinesi».
Ieri mattina al Visionario il presidente del Centro espressioni cinematografiche Sabrina Baracetti, con a fianco il vice sindaco di Udine Enzo Martines e il consigliere provinciale Valeria Grillo, ha fatto un dettagliato check sound della nona edizione, sempre più padrona in Europa delle proposte orientali. «Siamo un avamposto della cinematografia dell'estremo Est - ha detto la Baracetti - in crescita pazzesca tanto da mandare in crisi una certa Hollywood, in costante ricerca di prodotti asiatici da manipolare. Non dimentichiamo che The departed, Oscar 2007, ha solide radici in quel Infernal Affairs, made in Hong Kong, dal quale Scorsese ne ha fatto un remake. Un evento con una alta percentuale di ripetizione con Confession of pain (in programma a Udine), firmato dello stesso Andrew Lau. C'è l'ipotesi di un altro remake e sempre con DiCaprio».
Giappone e Corea del Sud, con quattordici film a testa, guidano la hit delle esportazioni. «Non più la via della seta - ha detto ancora il presidente del Cec - bensì quella del cinema, carichi di celluloide con una sola direzione, Udine». Nipponici fortissimi, con oltre quattrocento opere prodotte lo scorso anno. Ed è proprio con un mega action-fantasy targato Giappone, Dororo di Akihito Shiota, che Far East 9 aprirà in pompa magna venerdì 20, alle 20, ovviamente al Giovanni da Udine. È del Sol Levante pure l'unico pink in programmazione, Uncle's Paradise, erotismo elegante per sessanta minuti precisi.
Appetitose pietanze in arrivo dalla Corea, come sempre uno dei fulcri del festival. Come Tazza: The hight rolles, sul gioco d'azzardo, il Thelma & Louise giallo, A day for an affair, e un horror spaventoso davvero, Roommates.
Restando nel comparto "ansia" è tutto terrificante il carico tailandese con quattro horror, a partire - come ha ben sottolineato il critico Giorgio Placereani - da quel 13-Beloved, offerta per stomaci foderati di amianto. Cose di paura pure per l'unico malaysiano e per uno dei due filippini. Più sentimentale la proposta taiwanese con Eternal Summer. Sigla nuova di zecca quella confezionata su misura dal filmmaker friulano Massimo Garlatti-Costa. Tokio, 1941. Sede dell'alto comando giapponese. Tre ufficiali ricevono un ordine: individuare e attaccare un obiettivo strategico (con l'aiuto di una cartina topografica): Udine. Davvero goloso. Assoluta novità per il 2007 sarà l'appuntamento di sabato 28 al teatro San Giorgio con il Pecha Kucha Night, incontro con i creativi che ha già contaminato una quarantina di città in tutto il mondo. Rimane solo la chicca per il gran finale: l'esplosivo concerto delle Metalchicks, le regine della scena indie-rock nipponica.
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