La caserma dei Carabinieri chiuderà

TORVISCOSA. Potrebbe essere dismessa in modo graduale già dal gennaio 2015, la caserma dei Carabinieri di Torviscosa a causa di problemi di ristrutturazione e razionalizzazione del servizio e di una situazione strutturale non idonea.
Ricordiamo che l'immobile della caserma appartiene alla Caffaro in amministrazione straordinaria ed è stato messo in vendita in un lotto da 750 mila euro, che, però, fino ad oggi non ha trovato ancora acquirenti.
Della situazione della caserma di Torviscosa si era parlato già in passato, ma poi tutto era caduto nel silenzio. A inizio settembre, però, l’argomento era ritornato d’attualità in seguito alla verifica da parte di una commissione dei Carabinieri delle condizioni igienico-sanitarie, risultate precarie, dei locali di servizio e degli alloggi occupati dai militari e dalle loro famiglie.
Va anche detto che la predisposizione da parte dell'Arma di un progetto di ristrutturazione e razionalizzazione del servizio fornito dai Carabinieri nel territorio regionale, avrebbe portato i vertici dell’Arma ad avviare un graduale abbandono della sede torviscosina, potenziando altre realtà con gli uomini che lì prestano servizio.
A denunciare ciò che sta accadendo un volantino della minoranza ben circostanziato, in cui ribadendo che con la perdita della caserma «se ne andrà un baluardo storico del nostro paese», si ricorda che «il comando dei Carabinieri aveva fatto presente all'amministrazione comunale lo stato di precarietà dei locali della caserma e che, a detta del sindaco, si sarebbe trovata una soluzione».
Il sindaco Fasan di fronte a questa situazione avrebbe coinvolto le aziende insediate chiedendo un aiuto economico per acquistare e mettere a norma l'immobile, ma senza risultato. Secondo la minoranza «non si può perdere la caserma dei Carabinieri perchè forniscono un servizio importante a tre comuni (Torviscosa, Bagnaria Arsa e Porpetto) che comprendono un territorio vasto 84 chilometri quadrati con un bacino d'utenza di 10 mila abitanti. Perdere il presidio dei carabinieri - dicono - rappresenterebbe un dramma per il nostro territorio e il futuro del paese».
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