La bomba a scuola: bandiere a mezz’asta e stop alle lezioni

A Pordenone un’ora di silenzio prima di entrare nelle aule. Il sindaco telefona in Puglia. Stasera parlerà in consiglio

PORDENONE. Le scuole superiori della provincia si fermeranno un’ora, stamattina, per ricordare la studentessa morta sabato nell’attentato di Brindisi e i feriti, per dire no alla violenza e sì alla legalità. L’iniziativa è maturata l’altro ieri durante il sit in davanti alla prefettura, dove si sono trovati consulta degli studenti, sindacati della scuola e cittadini.

Liceo Grigoletti, Leopardi Majorana e Kennedy: i loro studenti resteranno in silenzio per un’ora, la prima, dopodiché entreranno regolarmente in classe. Mercoledì è in programma una manifestazione nazionale, indetta dalle organizzazioni sindacali, in corso di preparazione.

Stasera del caso Brindisi ne parlerà il sindaco Claudio Pedrotti durante il consiglio comunale: «Commenterò la vicenda», assicura il primo cittadino che ieri ha cercato di contattare il collega pugliese per assicurare la solidarietà della città di Pordenone. Città che l’altra sera ha aderito all’invito del ministro dei Beni culturali e ha annullato “musei aperti”: «Erano previste iniziative collaterali all’appuntamento culturale e pertanto abbiamo deciso di sospenderle». Le bandiere delle sedi istituzionali resteranno a mezz’asta per tre giorni, così come disposto dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

Sel lancia una proposta: intitolare una piazza o una via di Pordenone a Giovanni Falcone. «Ci auguriamo che al più presto si arrivi alla verità sulla bomba di Brindisi – spiega la coordinatrice provinciale Angela Chiddemi – e il Paese possa guardare in faccia la realtà orribile che ha generato questo scempio di vita e di umanità. Le piazze di Italia che si sono riempite di cittadini sono state una risposta bella e civile del Paese di fronte all’intollerabile violenza contro una scuola e le giovani vite che la abitano». Mercoledì sarà l’anniversario della strage di Capaci: «Sel chiede che, come segno di memoria riconoscente e certificato di impegno costante, in quell’occasione il Comune di Pordenone si impegni a intitolare una via o un edificio pubblico a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo».

Gianni Zanolin, da assessore alle Politiche sociali, ha avuto a che fare con i giovani per molto tempo. Sui fatti di Brindisi ha affidato a Facebook il suo commento: «Penso che Pordenone non sia affatto un’isola felice, i poteri criminali operano in questa realtà eccome. Lo fanno in tre modi: con lo spaccio di droga, col riciclo di denaro sporco, con presenze sempre più frequenti nel mondo economico, a partire dalle costruzioni, ma cercando oggi di aggredire anche il tessuto di imprese che sono in crisi. Troppo a lungo – denuncia Zanolin – si è sottovalutato il fenomeno. Ma se lo spaccio di sostanze stupefacenti in città ed in provincia comporta un giro d’affari di diverse decine di milioni di euro all’anno, chi porta queste sostanze a Pordenone se non grandi organizzazioni criminali?».

Il denaro “nero” «che ha interessato soprattutto la zona del mobile per decenni faceva comodo e, perciò, abbiamo chiuso tutti gli occhi ed è inutile scandalizzarci: oggi, come non insospettirsi di fronte a investimenti immobiliari senza senso? Perché favorirli?».

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