La badante che ha prosciugato il patrimonio dell'anziana: «Sono innocente, io sempre leale»

Sacile, l’ex collaboratrice familiare respinge le accuse. Difesa a spada tratta dai sindacati la funzionaria postale: sede perquisita 
Nella foto d'archivio, una badante con una persona anziana
Nella foto d'archivio, una badante con una persona anziana

SACILE. «Sono innocente e lo dimostra il testamento dell’anziana deceduta nel 2017». La badante accusata di circonvenzione di incapace e di autoriciclaggio ha guardato dritto negli occhi la gente a San Michele, con grinta: ha contestato ogni addebito e respinto le accuse.

«Ho fatto del bene a Sacile dove risiedo e chi mi diffama vuole gettare fango sul mio conto – ha aggiunto la settantetreenne di origine veneta –. Dopo due anni salta fuori l’accusa di infedeltà: invece sono sempre stata leale e l’anziana ha deciso di lasciarmi parte dei suoi beni. Il testamento dice la verità dei fatti. Devo ancora ricevere il saldo del lavoro prestato all’anziana».



Di più non ha voluto dire, se non ribadire con forza la sua lealtà. «Lo choc è stato quando mi sono vista le Fiamme gialle in casa, con l’unità cinofila lunedì mattina, 23 settembre – ha rievocato quei momenti –. Non ho più nulla, nemmeno il cellulare, ma la mia dignità e lealtà non si toccano.

Ripeto quello che ho detto a sei agenti della Finanza: sono innocente, estranea ai fatti di cui mi si accusa. Il mio avvocato lo dimostrerà: quello che ricevevo in danaro era il frutto di un legittimo servizio di venti ore al giorno».

La notizia si è rapidamente diffusa già nei giorni scorsi nel quartiere e a Sacile. I vicini di casa sono rimasti impietriti, lunedì mattina, alla vista delle pattuglie della Guardia di finanza.

«All’alba abbiamo visto arrivare gli agenti con il cane – hanno raccontato alcuni residenti–. Siamo gente semplice e onesta: tanti hanno lavorato duro per passare una vecchiaia serena».

«Non sappiamo nulla – hanno commentato altri scappando in casa –. La verità verrà a galla e la ricostruzione dei fatti sarà fatta nelle sedi giudiziarie. Fare dei processi sommari non serve a nulla».

Bocche cucite agli sportelli della filiale di Poste italiane in via Cavour, perquisita dalle Fiamme gialle per acquisire la documentazione relativa alle operazioni bancarie oggetto dell’indagine.

Nessun commento ufficiale sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto una funzionaria dell’ufficio sacilese è stato rilasciato nemmeno da Poste italiane.

Ma Paolo Riccio vertice storico del sindacato Uil poste ha parlato chiaro: «La direttrice ha cambiato sede gestionale da diversi mesi, ma è nota per la sua abnegazione al lavoro, serietà e affidabilità. Una bravissima dipendente di Poste che ha riconvertito professionalmente tanti postali in promotori finanziari». —


 

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