Insiel torna in centro a Udine: inaugurata la nuova sede hi-tech in via San Francesco
Dopo 16 anni di abbandono e un restyling da 4 milioni di euro, l'ex palazzo della Regione diventa il cuore digitale della città. Cento postazioni pronte per i dipendenti, energia solare sul tetto e addio all'affitto di via del Cotonificio

Sedici anni dopo l’ultimo giro di chiavi al maxi-portone di via San Francesco a Udine, l’ex immobile di rappresentanza della Regione rinasce a vita nuova trasformandosi nella sede cittadina di Insiel, la società informatica in house del Friuli Venezia Giulia.
C’è voluto un investimento da oltre 4 milioni e due anni esatti di lavori – con qualche mese di ritardo rispetto al cronoprogramma –, ma da ora i piani superiori del civico 4 di una delle principali strade della città sono pronti ad accogliere il personale di Insiel fino a questo momento ospitato in via del Cotonificio. In quella sede, cioè, per cui la Regione ha già dato disdetta d’affitto e che dovrà lasciare entro giugno.
L'inaugurazione
Nei locali del centro storico, da qui in avanti, ci sarà spazio per un centinaio di operatori informatici all’interno di una struttura indipendente pure da un punto di vista della produzione di energia elettrica (ma non di riscaldamento) grazie alla serie di pannelli fotovoltaici installati sul tetto.

I dipendenti cittadini di Insiel in realtà sono circa 150, quindi in numero maggiore rispetto a coloro che potranno essere ospitati in contemporanea in via San Francesco, ma considerato l’accordo sullo smart working, i vertici della società considerano più che sufficienti i posti a disposizione. In base alla contrattazione sul lavoro agile, infatti, i lavoratori di Insiel sono chiamati a operare in presenza soltanto cinque giorni al mese, tra l’altro pure frazionabili, sempre al netto eventuali di chiamate in ufficio dai responsabili di settore.
Procedura e iter
Il cantiere, nel cuore del centro storico, si è aperto ad aprile di due anni or sono e, in base al cronoprogramma iniziale, avrebbe dovuto concludersi entro la fine del 2025. A causa di alcuni problemi riscontrati in corso d’opera, e in particolare per una serie di difformità rispetto alla documentazione del progetto degli anni ’50, la dead line è slittata, però, di alcuni mesi.
Completate le demolizioni interne di una struttura da quasi un ventennio, nel corso del tempo sono state bonificate le fibre artificiali in vetro, eliminato l’amianto e rimossi tutti gli impianti. La scorsa estate, tra l’altro, si è proseguito con la realizzazione delle pareti interne nonchè con il rivestimento di strutture e muri e sono state avviate e portate avanti le opere strutturali, compresi i lavori sull’impianto idrico ed elettrico. Allo stesso tempo, ci si è incamminati lungo la posa della copertura di impermeabilizzazione e isolamento e sulle facciate posteriori, così come sulla rimozione e il ripristino degli intonaci non più recuperabili.
Sostanzialmente, restavano da completare gli ultimi lavori infrastrutturali, dopodichè si è proceduto all’acquisto dell’arredamento e all’avvio del loro posizionamento il cui montaggio è terminato una manciata di giorni or sono.
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