Industria Pordenone, 50 anni di storia e orgoglio della locomotiva del Friuli Venezia Giulia

PORDENONE. Non soltanto numeri. L’industria di Pordenone è fatta di volti, storie personali e familiari, di passioni e sacrifici che hanno trasformato piccole botteghe in grandi industrie, che hanno creato filiere produttive capaci di resistere ai venti delle crisi economiche e colto la sfida di trasformazioni non sempre indolori.
Una parte di questa storia – che è quella degli ultimi 50 anni – è anche la storia di Unindustria Pordenone, l’associazione delle imprese federata con Confindustria, che oggi al teatro Verdi, in collaborazione con il Messaggero Veneto, racconterà “Top 500 - Le imprese del Friuli Venezia Giulia” proprio per suggellare mezzo secolo di vita. Non una semplice passerella delle imprese migliori, ma la dimostrazione che anche in una piccola regione è possibile costruire l’eccellenza, che diventa antidoto a fenomeni negativi globali se si hanno radici robuste affondate nel saper fare e nel saper interpretare il cambiamento.
L’appuntamento è alle 17, con ingresso libero. Dopo i saluti di Giuseppe Bono (ad di Fincantieri e presidente regionale di Confindustria), ci saranno le relazioni sulle performance delle migliori 500 aziende della regione (a esporre i risultati Maria Cristina Landro di Pwc e di Gianluca Toschi di Fondazione Nordest).
Seguiranno gli interventi di Fabiano Begal, consigliere delegato di Gedi News Network, del presidente di Unindustria Michelangelo Agrusti e del presidente di Finest Mauro Del Savio. Infine la tavola rotonda sul tema “Pordenone & Futuro”: condotta dal direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier e dal direttore di Unindustria Paolo Candotti, vedrà dialogare Ernesto Ferrario (amministratore delegato Electrolux Italia), Marco Camuccio (ad Premek Hi Tech) e Gilberto Zaina (ad di Acqua Dolomia). Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia.
La manifattura pordenonese rappresenta l’ossatura di un territorio abituato al lavoro e alla fatica, ma anche capace di intuire velocemente i cambiamenti.
Le imprese attive in provincia di Pordenone sono 23.643 e rappresentano il 26,2 per cento del tessuto imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia. Se il numero delle industrie è leggermente calato tra il 2017 e il 2018, le performance dell’export hanno permesso alla provincia, in cui metalmeccanica e legno-arredo la fanno da padrone, di continuare a essere trainante per l’economia regionale.
Ma sino a quando? In un’economia mondiale governata da Cina e Stati Uniti, quali nuovi scenari per il piccolo mondo antico friulano? La sfida dell’internazionalizzazione, dell’innovazione spinta, delle reti di impresa, della formazione continua si fa più pressante e chiede alla nuova generazione di imprenditori, ancora una volta, di saper cambiare per trovare un modello vincente, capace di fronteggiare lo scenario globale. E 50 anni di storia diventano un nuovo punto di partenza.
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