Indipendenza, la Lega sostiene il referendum

UDINE. Un percorso che fino adesso è stato condiviso. E in nome del quale gli indipendentisti hanno chiesto ieri sera pubblicamente agli autonomisti del Front Furlan di sostenere la loro causa. «Abbiamo sempre cercato di coinvolgerli – spiega Adriano Biason – e per questo abbiamo chiesto il loro sostegno». Il sostegno al referendum digitale per chiedere l’indipendenza del Friuli che partirà il primo ottobre. Dalla parte degli indipendentisti si schiera anche la Lega Nord. Il deputato Massimiliano Fedriga invita a partecipare alla consultazione online.
Non solo. Invita i vari movimenti autonomisti presenti in Regione a fare squadra e a non agire soltanto mossi «dalla difesa del proprio orticello ma per il bene del territorio». «Qualsiasi istanza di indipendenza – spiega – è ben vista. L’importante è che ciascuno dei movimenti autonomisti metta da parte il proprio ego perché solo l’unione può fare la forza. Altrimenti si rischia di svilire la battaglia stessa». Dello stesso parere all’interno del Carroccio anche Mario Pittoni.
«Ogni iniziativa che vada in questa direzione è positiva – dichiara - . Al momento abbiamo il problema opposto, ovvero che lo Stato sta ricentralizzando tutto e questo è il più grave errore che si possa fare adesso. Accentrare su una struttura che ha nettamente la percentuale maggiore di sprechi è un suicidio». Per Pittoni la strada da seguire inoltre sarebbe quella di «dare spazio alle autonomie locali attraverso il federalismo fiscale che responsabilizza gli amministratori per cui chi sbaglia paga».
Non è affatto d’accordo con il referendum, invece, Renzo Pascolat, presidente dell’associazione Friuli Europa, realtà che si è proposta come il nuovo caposaldo dell’autonomismo riformatore e innovatore in Regione. I lavori per il congresso del popolo friulano di cui si è fatta promotrice stanno proseguendo. Si sono già svolti incontri con le categorie economiche e con i sindacati. «A breve sintetizzeremo il nostro documento programmatico – spiega - e lo sottoporremo alla firma della categorie e poi convocheremo il congresso che si terrà tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre».
L’Afe conferma la sua netta contrarietà al referendum indipendentista. «Che cosa si pensa di fare mi chiedo – dichiara Pascolat -, si vuole avere un proprio governo e un proprio parlamento? Non so proprio come lo faranno. Tagliare fuori Trieste è un’esagerazione storica che non sta in piedi».
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