Incubo-ascensore all’epilogo appalto a un Consorzio di Roma

Affidati i lavori da 1,7 milioni dopo l’esclusione di due ditte per ribassi anomali Cantiere riaperto entro l’estate. Ci vorrà un anno per completare la realizzazione



“Fusse che fusse ra vorta bbona”, diceva Nino Manfredi in un celebre tormentone di Canzonissima 1959-60. Vuoi vedere che è la volta buona per il completamento dei lavori dell’impianto di risalita (meglio noto come ascensore) per il Castello? Pare proprio di sì. Nonostante i mille intoppi che hanno caratterizzato un cantiere trasformatosi in un’assai poco avvincente telenovela.

È dal 1998 che si parla di tale realizzazione. Quando, cioé, venne redatto il bando di concorso per l’accesso diretto al borgo e per la riqualificazione di piazza Vittoria con i finanziamenti che la Regione aveva messo a disposizione per il millenario. Oggi, gli ostacoli sembrano essere superati: la Soprintendenza ai beni artistici e architettonici ha dato il suo benestare al nuovo progetto e i lavori riprenderanno.

Sarà, dunque, il “Consorzio Compat sca” di Roma a realizzare l’ultima tranche dell’intervento che consentirà l’attivazione dell’ascensore da piazza Vittoria al castello di Gorizia. Per la verità, l’impresa che si è aggiudicata i lavori era arrivata terza nella graduatoria scaturita dalla gara d’appalto ma le prime due (il “Consorzio stabile research” e “Trivellazioni Italia”) erano state escluse perché avevano presentato offerte di ribasso superiori alla soglia di anomalia del 21,17% senza fornire elementi giustificativi. Anche il Consorzio Compat, quello che alla fine si è aggiudicato i lavori, aveva presentato un’offerta di ribasso superiore alla soglia di guardia ma i chiarimenti addotti sono stati ritenuti «idonei e adeguati» a comprovare la sostenibilità economica dell’offerta presentata, ovvero un ribasso del 22,199 per cento sull’importo a base d’asta di 1.679.361,35 di cui 30.907,30 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso.

I lavori dovrebbero iniziare entro l’estate e concludersi fra circa un anno. Questa almeno è la previsione. Ma è meglio essere come San Tommaso dopo che ben due ditte, nel recente passato, sono fallite e ci sono state altre mille vicissitudini (vedi il rinvenimento del muro medievale) che hanno fatto passare inesorabilmente il tempo.

«Mi auguro davvero che questo atto rappresenti l’ultima tappa verso la conclusione di questo intervento il cui iter è iniziato una ventina d’anni fa – afferma il sindaco Rodolfo Ziberna -. C’è fretta di vedere realizzata quest’opera che diventerà l’elemento trainante di una strategia di valorizzazione del castello in chiave turistica che avrà nella riattivazione del Bastione fiorito e nella revisione del ruolo dell’area che oggi ospita il Teatro tenda ulteriori elementi di attrazione, anche serali. È venuto il momento di sotterrare qualsiasi ascia di guerra e remare tutti insieme per far crescere Gorizia e proiettarla nella dimensione turistiche che merita». Aggiunge Ziberna: «Stiamo viaggiando intorno ai 50 mila visitatori annuali del Castello ed è già un ottimo risultato. Ma le potenzialità sono, a mio avviso, molto maggiori e il nostro impegno sarà massimo per far si che con l’ascensore e gli altri lavori previsti questo nostro sito raccolga un interesse internazionale».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore ai Lavori pubblici, Arianna Bellan. «Finalmente dovremmo essere arrivati alla fase finale – sottolinea con tutte le cautele del caso – e spero, davvero, che non si presentino altri ostacoli. Voglio ricordare che questo intervento, oltre ai lavori conclusivi della struttura, prevede l’acquisto degli ascensori ma anche la riqualificazione ambientale del versante sotto il castello con il ripristino del verde nell’intera area coinvolta. Anch’io sono convinta che, insieme alle altre opere previste, l’ascensore potrebbe far compiere al nostro castello un ulteriore salto in avanti per quanto riguarda l’appeal». —





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