Incendio al Boi Gordo di Zoppola, sgomberati cento clienti

Le fiamme si sono sprigionate dalla churrascaria. Cancellate 400 prenotazioni. Fuoco generato dal grasso nel camino. La titolare: «Manutenzione appena fatta»

PORDENONE. Esattamente sette anni dopo il primo, un secondo incendio ha colpito, ieri sera, la Churrascaria Boi Gordo di Zoppola, ironia della sorte per la stessa causa di allora. In quel momento nel locale c’erano un centinaio di persone che sono state fatte uscire mentre tre squadre dei vigili del fuoco spegnevano le fiamme scaturite da una delle canne fumarie. Il locale è rimasto chiuso tutta la sera – sono saltate oltre 400 prenotazioni – ma già oggi riapre.

L’allarme, pochi minuti prima delle 19, quando un dipendente del locale, che si trova sulla Pontebbana, ha notato della fuliggine uscire dalla canna fumaria della churrascaria, che si trova in prossimità della sala ristorante. «Subito dopo, mentre chiamavamo i vigili del fuoco – racconta Elisa Carrer, una dei titolari – i ragazzi sono intervenuti con gli estintori, ma le fiamme erano alte».

I clienti in quel momento presenti nel locale, un centinaio, sono stati fatti uscire in via precauzionale: «Nella sala, infatti, non si è diffuso il fumo, ma i vigili del fuoco ci hanno consigliato di sgomberare comunque i locali».

Altro personale, alla porta, invitava i clienti appena giunti a... tornare a casa. Annullati, ieri sera, 400 coperti già prenotati. «Un bel disastro», fanno i conti al Boi Gordo, che è stato diffidato a utilizzare, sino al ripristino, la canna fumaria. Oggi il locale riaprirà.

«Teniamo sempre pulite le canne fumarie, perché il grasso si accumula ai bordi e col calore si generano scintille e parte l’incendio. L’ultima pulizia generale risale a soli quindici giorni fa».

Nonostante questa precauzione, l’incendio, che ha interessato la canna della churrascaria e parte del tetto circostante ed è stato ben visibile dalla Pontebbana dove grazie ai soliti curiosi si sono formate subito code, è stato domato da tre squadre dei vigili del fuoco, due da Pordenone, con autoscala, e una da San Vito al Tagliamento.

La churrascaria – ovvero la cucina per la carne – si trova in prossimità della sala ristorante, più vicina al pubblico, rispetto alle altre cucine. Isolata da vetri, subito chiusi, ha contenuto il fumo, che non ha né invaso né rovinato il locale, tantomeno la sala.

«Siamo usciti in modo ordinato, non c’è stato panico», raccontano alcuni avventori intenti a prenotare, al telefono, la cena in altri locali della zona. «Ci scusiamo con tutti – chiosa Elisa Carrer, alle prese con numerose telefonate – con coloro che erano già in sala e con coloro che non hanno potuto accedervi».

Ironia della sorte, l’incendio di otto anni fa la sera di sabato 18 ottobre 2008.

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