In zona di Giusto la gente chiede più ciclabili, autobus e parchi attrezzati
Le aree verdi non mancano di certo, allora l’obiettivo è renderle più fruibili e attrezzate. L’accessibilità al trasporto pubblico è garantita, ma meglio aggiungere qualche corsa nei giorni feriali. E se muoversi in bicicletta è un’ottima soluzione, perché non garantire un paio di chilometri di ciclabile in più?
Sono, secondo i residenti, l’oggi e il domani del quartiere Aurora. Lo scenario presente e quello futuro – quando il progetto Experimental city destinato a cambiare radicalmente il volto di Udine est vedrà la luce – sono stati messi a confronto nel corso di un’indagine sulla vivibilità percepita e sulla qualità urbana reale. Seguita dall’Agenzia politiche ambientali del comune all’interno del progetto europeo Cesba Med, l’analisi aveva come obiettivo calcolare un indice di sostenibilità del quartiere attraverso un’eco-pagella (con voti da -1 a +5), così come viene fatto per classificare le prestazioni energetiche di un edificio.
«L’obiettivo del progetto, nato alla fine del 2017, era lavorare sul percepito, elemento fondamentale per costruire un percorso di miglioramento della qualità ambientale e sociale – spiega Agnese Presotto, responsabile del progetto –. Molti dei temi affrontati potranno trovare infatti risposta nel progetto Experimental city, che toccherà in parte anche questa zona». Con il maxi piano di riqualificazione di Udine est – grazie ai 18 milioni statali per il recupero delle periferie a cui si aggiungeranno ulteriori 12 milioni di privati – sarà data una nuova destinazione all’ex caserma Osoppo, verranno create piazze, ciclabili, 120 nuovi alloggi tra social housing e co-housing, spazi di co-working, aree verdi e molto altro.
Ma torniamo all’analisi. Sono stati intervistati 122 studenti della scuola primaria “Friz” e della secondaria di primo grado “Bellavitis” e 43 genitori: le domande hanno indagato cinque macro-ambiti del quartiere quali ambienti e comfort (zone d’ombra, vento, rumore), aree verdi (qualità e utilizzo), servizi (pubblici e privati), trasporti e mobilità, persone e paesaggio.
Si parte dal verde pubblico: se il quartiere si colloca nella media nazionale per disponibilità di parchi, la percezione dei suoi residenti è più che positiva. Il problema è che non tutto il verde presente viene percepito come fruibile. L’amministrazione ha così dato vita a una serie di micro-interventi ad alto impatto sociale e partecipativo: oltre alle camminate di quartiere, alcune settimane fa gli studenti si sono impegnati nella creazione di nuove aiuole e corridoi verdi. «L’idea era proporre un’esperienza diretta sul valore aggiunto che le aree verdi possono portare al quartiere, focalizzando l’attenzione sulla biodiversità e sull’importanza della continuità tra un’area verde e l’altra» aggiunge Presotto.
Il trasporto pubblico risulta essere adeguato e positivo seguendo gli indicatori Cesba Med (più del 90 per cento delle persone intervistate ha accesso al servizio), ma i residenti preferirebbero collegamenti più numerosi nei giorni feriali.
L’analisi dunque servirà a pianificare meglio gli interventi di Experimental city che già prevede la creazione di un orto urbano proprio nel quartiere, in linea con il “verde” richiesto dai residenti, e la realizzazione una ciclabile di circa 3 chilometri in via Cividale: la mobilità lenta è infatti un altro argomento su cui i residenti hanno chiesto migliorie. «Naturalmente questo strumento potrà essere usato in futuro dall’amministrazione comunale per valutare interventi anche in altri quartieri» conclude la responsabile. —
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








