In strada incredulità e silenzio

I connazionali si defilano, lo stupore del quartiere: «Erano due donne per bene»

PORDENONE. Una giovane orientale si preme la mano dalle unghie laccate di rosso sulla bocca, quasi a soffocare un grido di disperazione, mentre con l’altro braccio si aggrappa a un coetaneo, a cercare conforto.

Osservano il nastro segnaletico bianco e rosso dall’altro capo della strada, che sbarra l’accesso al portone di legno del condominio al civico 19, illuminato dai lampeggianti blu della polizia. Raggiunge il gruppetto un’altra ragazza cinese, grida qualcosa agli amici, con un’inflessione accorata, loro annuiscono di rimando. Ma alle domande dei giornalisti scuotono la testa e si trincerano dietro uno smozzicato «non so l’italiano» o ancora «non so cosa sia successo».

Testa bassa e occhi lustri, tre amici cinesi se ne vanno a passo spedito, le spalle insaccate in giubbotti di pelle, dopo aver stazionato in via Marconi per più di un’ora. Il leit motif è, però, lo stesso: «Non so niente, non ho visto niente, non conosco».

Un’altra coppia cinese, vestita più elegantemente, ugualmente si defila evitando risposte e sguardi. Un anziano dagli occhi a mandorla che ha parcheggiato l’automobile proprio di fronte al civico 19 si schernisce con un sorriso e le mani alzate mentre cerca di guadagnare la fuga.

Nessuno ha visto niente, nessuno sa niente. Un muro di silenzio avvolge l’intera scena, mentre decine fra poliziotti e carabinieri tentano di ricostruire l’accaduto.

Chi parla sono gli avventori italiani dei bar e del punto scommesse. Sono accorsi fuori quando hanno visto le volanti della polizia arrivare a sirene spiegate, ma hanno solamente assistito a una lite in strada fra due cinesi.

«C’erano due uomini cinesi che si prendevano a cazzotti sotto il porticato – è l’immagine che è rimasta impressa nei ricordi di tutti – poi è arrivata la polizia e li ha separati».

Nessuno invece sa cosa sia successo nell’appartamento, dove le due donne cinesi sono state massacrate a colpi d’accetta, nell’appartamento al primo piano. Qualcuno, però, ha sentito le loro grida strazianti e ha chiamato aiuto.

Si ricorda delle due donne un residente del quartiere: «Sono due persone perbene, gentili e cortesi. Gestiscono, insieme alla famiglia, il bar Commercio. Le vedevamo qui spesso, con i figli. La figlia è una bellissima ragazza».

Chi le conosce, non sa darsi una spiegazione di quanto è successo. «Le hanno scannate, c’era sangue dappertutto, fin sull’uscio di casa». La piccola Chinatown di Pordenone è precipitata in un incubo dai contorni ancora oscuri.

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