In provincia scatta la conta dei danni dopo il “bombardamento” di grandine

Il grosso nel Canevese, al confine col Veneto. Anziani soccorsi col gommone, auto danneggiate, acqua al museo del minatore



Ancora una volta, come nell’agosto scorso, una massa d’acqua ha tracimato da rii e torrentelli in Veneto, a Cordignano e nella sua frazione di Villa di Villa. Il comune limitrofo a Caneva appartiene alla regione Veneto e una bonifica idraulica dovrà partire proprio da quella realtà territoriale. La violenta grandinata che lunedì sera si è abbattuta sul confine col Friuli ha creato serie difficoltà nella frazioni canevesi di Fratta e Stevenà. Da fossi e torrentelli l’acqua è tracimata allagando diverse strade, in particolare via Mezzacampagna di Fratta.

Lungo la laterale sterrata della via, la casa di Amedeo Feltrin è rimasta isolata dalle acque tracimate dai fossi. La coppia di anziani coniugi ha allertato protezione civile e vigili del fuoco col gommone. Sul posto si è recato anche il sindaco Andrea Gava. I coniugi, visto che la casa, rialzata rispetto alla strada, era stata preservata dagli allagamenti, hanno però optato per trascorrere la notte a casa, declinando un eventuale trasferimento in albergo.

L’acqua ha invece invaso strade di Fratta e campi, dove la grandine ha distrutto i raccolti di uva e mais. Contrariamente al 27 agosto 2018, sono stati risparmiati tanti scantinati e negozi di Fratta, forse perché l’impatto sul territorio è avvenuto con una violenta grandinata. Danneggiate, invece, decine di automobili, oltre al fatto che l’acqua è entrata al museo del minatore di Fratta, che si trova nello scantinato della sede Aiem del borgo. Il custode Walter Sommariva, ricorda «almeno mezzora di grandine vento e fulmini, sembrava il finimondo, ma i danni più rilevanti hanno interessato le coltivazioni di mais e le vigne, nonché le tante auto danneggiate dalla grandine».

Gli interventi per le emergenze hanno visto impegnati vigili del fuoco e squadre della protezione civile di Caneva, Polcenigo e Fontanafredda. Sono stati svuotati con le idrovore tre scantinati a Fratta, in due case sono intervenuti i pompieri per alberi e rami spezzati, mentre a Stevenà i vigili del fuoco hanno rimediato, con dei teli provvisori, alla rottura di un lucernario.

Il sindaco di Caneva Andrea Gava, come in occasione degli allagamenti di agosto, analizza cause e possibili rimedi per evitare il ripetersi di allagamenti e situazioni di emergenza a Fratta e Stevenà. «Con il rilevante investimento sulla cassa di espansione sul torrente Grava – ha detto il sindaco – abbiamo scongiurato il pericolo maggiore di esondazione per i borghi canevesi. Più complessa – ha continuato Gava – è l’emergenza che, in caso di piogge insistenti, deriva dalla tracimazione di rii e piccoli torrenti che nascono sul territorio del comune limitrofo di Cordignano, in Veneto. Evidentemente per un efficiente controllo idraulico del territorio serve l’intervento congiunto delle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, dopo un confronto proficuo fra i sindaci di Caneva e Cordignano».

Intanto per tutta la giornata di martedì gli operai del Comune di Caneva hanno pulito strade, piazzali e giardini a Fratta e Stevenà. —



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