In farmacia il kit per scoprire se il figlio si droga

Anche a Udine si può comprare il dispositivo che il sindaco di Milano ha consigliato a 34 mila famiglie
 
Il motivo di questa apparente riluttanza è duplice: le scarse richieste dei clienti, ma anche la convinzione di alcuni farmacisti che l’uso del dispositivo non sia opportuno. Una riflessione che si legge anche nelle parole di Damiano Degrassi, presidente provinciale di Federfarma: «Non ritengo che l’utilizzo del kit sia proficuo, anzi penso che a livello psicologico sia devastante». Ma il fronte del dissenso è anche più ampio, tanto da raccogliere le perplessità dei vertici dell’Azienda per i servizi sanitari del Medio Friuli e dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche).

Il dispositivo viene attualmente commercializzato in quattro forme diverse: tre capaci di rilevare le tracce di droghe nelle urine e uno attraverso la saliva. I primi tre tipi possono individuare contemporaneamente cinque sostanze stupefacenti, cocaina, amfetamina, ecstasy, marijuana (e hashish) e oppiacei (come eroina o morfina), mentre con il secondo sistema è possibile rintracciare anche il crack.

La ricerca di droga attraverso le urine funziona come un test di gravidanza e quindi bagnando o immergendo le strisce contenute nella confezione compaiono righe colorate che indicano il risultato. Questo sistema viene prodotto in tre diverse soluzioni (per la ricerca di una, tre o cinque sostanze stupefacenti): il suo costo va da 12 euro fino a 29,90. Più costoso invece il dispositivo che utilizza la saliva (36 euro) costituito da uno stick con all’apice una spugnetta che va tenuta in bocca per circa 3 minuti, trascorsi i quali va riposto in un astuccio a contatto con alcuni reagenti: dieci minuti più tardi è visibile l’esito. La farmacia Montoro a Cussignacco è stata la prima in città a esporre il kit antidroga. Soltanto qualche giorno fa è stata venduta la prima confezione. «Non abbiamo ricevuto molte richieste, solo alcune informazioni da chi lo vede sul banco – spiega Serena De Cecco della Montoro – e abbiamo semplicemente deciso di metterlo in vendita ritenendo di offrire un ausilio in più». L’altra farmacia che ha il kit tra i suoi scaffali è la San Marco di viale Volontari. Qui il prodotto è in vendita da pochi giorni e anche in questo caso è stata finora venduta un’unica confezione. «Lo abbiamo comprato proprio perché è arrivata questa richiesta – afferma il direttore Ferruccio Sartori – , ma prima nessuno ce lo aveva chiesto». Nelle altre 23 farmacie della città tutti assicurano che, all’occorrenza, potrebbero procurarsi il test nel giro di un paio d’ore al massimo, ma pochi dicono di essere pronti all’acquisto ritenendo che a Udine ce ne sia poco bisogno o addirittura pensando che sia dannoso per le famiglie. «Hanno ragione – tuona Degrassi – perché i dubbi su questo sistema sono molti. Le famiglie non sono preparate a gestire uno strumento del genere e poi il rapporto tra i giovani e la droga che c’è a Udine non è tale da rendere necessario adottare l’iniziativa di Milano».

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