Imprenditore ripulito dalla sexy truffatrice

SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA. Rischia decisamente di aggravarsi la posizione giudiziaria di Dunia Kosir, 39 anni, avvenente slovena residente a Pontebba arrestata per truffa e circonvenzione di incapace dai carabinieri di Aviano lo scorso 1 marzo con l’accusa di aver raggirato un avianese di 81 anni spillandogli 80 mila euro. Proseguendo nel lavoro investigativo sono emersi elementi tali da far ritenere che la donna possa essersi resa responsabile di un’altra truffa ai danni di un imprenditore 67enne di San Giorgio della Richinvelda.
Secondo quanto riferito dai carabinieri, il 67enne si era indebitato per oltre 100 mila euro e resosi conto di essere stato plagiato, il 4 maggio 2013, si era tolto la vita lasciando ai familiari dei messaggi da lui scritti in cui spiegava la causa del gesto.
In merito al presunto, ulteriore raggiro nei confronti dell’imprenditore di San Giorgio, la 39enne slovena è attualmente indagata per truffa aggravata. Ieri la donna ha subito respinto con decisione le nuove accuse, attraverso l’avvocato Roberto Russi: «Afferma di non aver preso alcuna somma – ha sottolineato il legale –. Si erano conosciuti per caso in quanto la signora era conduttrice di una casa dove lui aveva curato il giardino per conto dei proprietari. Si può ritenere dunque che problematiche economiche e familiari della persona che poi è purtroppo deceduta fossero preesistenti o comunque non possano in alcun modo essere riconducibili a un presunto raggiro da parte della signora Kosir. In quel periodo, infine, lei era fidanzata».
La 39enne slovena è attualmente sottoposta, in seguito alla decisione del tribunale del riesame, al divieto di uscire dal comune di Pontebba e di comunicare con la persona offesa (l’81enne avianese).
Nell’abitazione della donna, nel corso della perquisizione legata al suo arresto del mese scorso, erano state rinvenute numerose lettere manoscritte di un uomo che – secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma – si era invaghito di lei ed era stato indotto a consegnarle ripetutamente ingenti somme di denaro tra il 2012 e la primavera del 2013. Convinto di aiutarla ad avviare un’impresa di prodotti aromatici nel mercato americano, l’imprenditore in pochi mesi avrebbe dilapidato i risparmi di una vita, compromettendo – sempre secondo il quadro delineato dalle indagini – i rapporti con moglie e figli convincendoli di aver investito proficuamente i soldi. Sarebbe stato indotto a consegnarli anche a fronte della promessa di restituzione del debito ma nel maggio del 2013 – stando alla scansione cronologica riferita dai carabinieri – aveva interrotto con lui ogni tipo di rapporto. Il 4 maggio 2013 il 67enne si toglieva la vita nella propria abitazione lasciando ai familiari «manoscritti – hanno precisato i carabinieri in un comunicato – che spiegavano la causa dell’insano gesto. La donna si faceva chiamare “Clara” e le indagini hanno dimostrato che corrisponde all’indagata, riconosciuta peraltro dai familiari del deceduto nelle foto pubblicate sulla stampa in occasione del suo arresto». Foto che era stata pubblicata il 4 marzo sul Messaggero Veneto.
La difesa ritiene di poter confutare le accuse e intanto in merito al procedimento sulla presunta truffa ai danni dell’81enne avianese l’avvocato Russi ha presentato richiesta di incidente probatorio affinché l’anziano sia sottoposto a una visita in grado di verificare se sia o meno affetto da patologia tale da limitare la sua comprensione dei fatti e la capacità di gestire somme di denaro. Secondo Russi i soldi percepiti erano stati il corrispettivo per i lavori edili che la donna aveva svolto nella casa dell’anziano e il cui valore sarebbe proporzionale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








