Il tarlo della villa che agitava l’architetto

Giuliano Cattaruzzi non voleva cederla ed era seriamente intenzionato a fare causa all’ex moglie

UDINE. La vendita della villa di Tarcento doveva essere la panacea ai mali che caratterizzavano il rapporto tra divorziati di Giuliano Cattaruzzi e Donatella Briosi. L’architetto aveva dovuto cedere, a malincuore, sulla compravendita: Cattaruzzi non voleva privarsi del fabbricato di via Bernadia, dove si rifugiava di ritorno dal buen ritiro di Tenerife. E sul quale pendeva un’ipoteca mai digerita dal professionista. Quel passaggio di proprietà, che serviva in parte a recuperare i soldi da versare all’ex moglie, ha fatto riemergere con forza in Cattaruzzi vecchi fantasmi, tornati ad agitarsi in lui che pure una vita se l’era rifatta, accasato e nuovamente papà.

La compravendita

La decisione di mettere in vendita l’immobile di Tarcento risale al luglio di un anno fa. Una scelta sofferta, da parte dell’architetto friulano, che aveva iscritto la casa di via Bertadia in un fondo a favore del figlio avuto dall’ultima moglie, la camerunense Emilia Mavevi Mandje. «Era contrariato per quella situazione», conferma l’avvocato Luciano Missera, che aveva curato gli interessi di Cattaruzzi nell’ambito della transazione con l’ex moglie.

La causa

Cattaruzzi era intenzionato a promuovere una causa contro Briosi, anche per le modalità che avevano portato all’ipoteca dello stabile di Tarcento. «L’avevo scoraggiato, convincendolo del fatto che la strada giudiziaria si sarebbe dispiegata nel tempo, senza alcuna certezza – spiega Missera –. L’ho spinto a trattare con l’ex moglie sulla base di una liquidazione-stralcio dei crediti vantati». Nel luglio dell’anno passato Missera contatta Donatella Briosi, che chiede all’avvocato di rivolgersi al proprio legale, l’avvocato Silvia Pajani. I due legali trattano e trovano la quadratura del cerchio, accontentando le parti. In Cattaruzzi emerge però distinta la percezione di avere subito un torto. Pianifica così la vendetta ai danni dell’ex moglie, inscenata poi tragicamente in uno degli uffici dello studio notarile associato Amodio, in via Rialto, strada nel cuore del centro storico di Udine.

L’ultimo matrimonio

Nel dicembre 2009 il professionista friulano convola nuovamente a nozze, per la quarta volta. Il 12 dicembre di nove anni fa, sposa in Comune a Tarcento Emilia, ragazza camerunense di 30 anni, conosciuta l’anno prima durante uno dei suoi viaggi in Africa. Dalla loro unione nasce un bimbo, che oggi ha otto anni. Emilia e Giuliano si trasferiscono a Tenerife, in una villa vista mare in calle dos Moriscos. A Tarcento torna spesso, in particolare quando le sue condizioni di salute richiedono le qualificate cure delle strutture sanitarie friulane.

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