Il Tallero sarà all’insegna di castello e ospedale

Gemona rinnova il patto tra comunità civile e religiosa. Il sindaco: difendiamo il San Michele, ha 800 anni

GEMONA. Un Tallero all’insegna del castello nella Gemona che guarda al futuro terminando definitivamente la sua ricostruzione, ma che non dimentica la sua storia, a cominciare dal suo ospedale. Il tradizionale scambio della storica moneta tra il potere temporale e quello religioso si rinnova domani in centro storico dove alle 9.30 sono attesi i rulli di tamburi tra dame e cavalieri sotto la loggia di palazzo Boton. Ancora una volta, in piazzetta Municipio, si avvierà la manifestazione a cui parteciperanno numerosi gruppi storici.

Il corteo guidato dalle autorità civili si avvierà quindi verso il duomo per prendere parte alla celebrazione che ogni anno recupera un frammento fondamentale della millenaria storia di Gemona: la messa è fissata per le 10.30 e culminerà con lo scambio della storica moneta tra il sindaco Paolo Urbani e l’arciprete Valentino Costante. «Si rinnova - dice Urbani - un rapporto di collaborazione e rispetto reciproco tra la comunità religiosa e quella civile, che poi si concretizza anche nella realtà visto l’ottimo scambio che c’è tra il Comune e la Parrocchia e tutte le comunità religiose di Gemona».

Quest’anno, sul castello saranno appesi dei drappi medievali come un segnale dell’intenzione degli amministratori di dare un ruolo importante alla struttura che nei prossimi mesi tornerà a essere di nuovo a disposizione della comunità. Certamente, la grande torre ricostruita farà da nuova coreografia alla manifestazione storica che ogni anno raduna molti appassionati nella cittadina. E in via Bini, come già annunciato, oltre a sbandieratori e cavalieri che al termine della celebrazione allieteranno il pubblico, ci saranno anche i comitati a difesa dell’ospedale San Michele.

«Il Tallero - dice Urbani -, oltre a suggellare un’amicizia, è anche un momento di riflessione e credo sia giusto che i comitati esprimano le preoccupazioni della gente rispetto al rischio di vedere ridimensionata una struttura che rappresenta 800 anni della storia di questa cittadina. Credo anche sia giusto che qualcuno spieghi cosa ne sarà del San Michele alla luce delle note arrivate dal Ministero in questi giorni».

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