Il sindaco di Pordenone: «Le associazioni disdegnano l’accoglienza»
Ciriani:«Azioni provocatorie». La Polizia locale scopre cinque irregolari

«A Pordenone le regole non le fanno né le associazioni immigrati né la politica, ma le norme, le leggi e i regolamenti. Non si può bivaccare, dormire nei parchi, lasciare sporcizia, rifiuti o oggetti personali».
Lo afferma in una nota il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani. «In provincia - aggiunge - grazie all'accoglienza diffusa, sono ospitate 715 persone. Insieme alla Prefettura ci stiamo impegnando a trovare posti letto per altre 60 persone, ma non è così facile.
È chiaro che, in un momento di emergenza, l'avere approntato nell'area della Comina una struttura che garantisce a queste persone un tetto, servizi igienici e somministrazione dei pasti, mi pare una soluzione più che dignitosa rispetto a quella precaria dei bivacchi per strada.
Eppure alcune associazioni preferiscono lasciare gli immigrati nei parchi per creare scompiglio, degrado e confusione sotto il profilo politico».
All'alba di mercoledì 20 settembre la polizia locale ha accompagnato una ventina di migranti nella struttura allestita nell'area della Comina, «ma verso le 11 - spiega il sindaco - una signora, conosciuta nel mondo dell'associazionismo vicino agli immigrati, ne ha condotti alcuni alla chiesa del Beato Odorico, mentre due dottoresse avrebbero effettuato visite mediche sui migranti proprio all'interno del luogo sacro. Si tratta di un atto chiaramente provocatorio».
Durante l'operazione la polizia locale ha registrato, oltre a diversi migranti in possesso dell'appuntamento per recarsi in Questura e avviare l'istruttoria necessaria, anche cinque irregolari e altre cinque persone che avevano già precedentemente ricevuto dei fogli di via da varie città della regione e da Pordenone.
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