Il silenzio dei sindacati al termine del vertice ma la svolta è positiva

Un comunicato stringato. Quindici righe appena diffuse via whatsapp. In cui si illustrano, per sommi capi, i risultati del vertice che si è svolto ieri mattina (protraendosi sino al primo pomeriggio) nella sede della “Coveme” in via Gregorcic: da una parte del tavolo le segreterie di Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec, dall’altro i vertici aziendali. I licenziamenti ci saranno pur ridotti e avverranno su base volontaria.
Ma se non verranno individuati i volontari, ovvero tutti si rifiuteranno di andare a casa, cosa succederà? L’azienda farà marcia indietro? Niente di tutto questo. Se nessuno, pur potendo sfruttare l’incentivo all’esodo, vorrà andare via, allora sarà l’azienda a individuare gli esuberi secondo i criteri di legge. Ma, a quanto pare, ci sarebbe più di qualche dipendente che si è detto pronto ad andarsene volontariamente, sfruttando gli incentivi.
Indiscrezioni che non vengono però corroborate col timbro dell’ufficialità dai sindacati. Tutti, al termine della riunione, tengono le bocche rigorosamente cucite: da Spinosa (Uiltec) a Giuliano (Filctem-Cgil). «Non aggiungiamo altro al comunicato stampa. Accontentatevi di quanto scritto in quel documento», è la risposta. E non c’è verso e, forse, è anche comprensibile tale comportamento, considerata la delicatezza della trattativa.
Indubbiamente, si è trattato comunque di uno sviluppo positivo, viste le condizioni di partenza. E l’azienda si è dimostrata disponibile a dialogare e confrontarsi. —
Fra.Fa.
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