Il rilancio di Manzano: saranno demoliti i capannoni in disuso
Sono 48 le domande finanziate dal bando regionale da 3,6 milioni Approvata la graduatoria. Santoro: la misura copre il 50% dei costi

Manzano 27 Agosto 2016. Zona Industriale e centro citta' © Petrussi Foto Press / Diego Petrussi
MANZANO. Sono 48 le domande che saranno finanziate dal bando regionale per il distretto della sedia che consentirà di demolire, bonificare e recuperare capannoni abbandonati, sistemando così intere aree profondamente deteriorate dalla crisi.
È stata approvata ieri la graduatoria per i contributi per la realizzazione di interventi di riqualificazione nell’area industriale del manzanese. Le risorse – 3,6 milioni di euro complessivamente –, messe a disposizione grazie allo stralcio del vecchio progetto della superstrada Palmanova – Manzano, comporteranno una vasta operazione di cambiamento del sito produttivo arrivando anche a toccare interi centri abitati.
Una “rivoluzione copernicana” annunciata alla quale gli stessi imprenditori hanno dimostrato di crederci rispondendo, nei soli quindici giorni a disposizione, al bando indetto dalla Regione.
Sono state considerate ammissibili 89 domande. Di queste 48 verranno finanziate. Ma alla notizia della graduatoria se ne affianca un’altra. L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Mariagrazia Santoro ha annunciato, in corso d’opera, che «con la legge di stabilità verranno stanziate altre risorse per effettuare un ulteriore scorrimento della graduatoria».
Gli interventi finanziati riguardano imprese o singoli cittadini nei comuni di Manzano (16), San Giovanni al Natisone (13), Premariacco (6), Pavia di Udine (5), Buttrio (3), Corno di Rosazzo (2), Moimacco (2), Aiello del Friuli (1).
«È rilevante sottolineare – precisa l’assessore Santoro – come un terzo delle domande finanziate riguardino demolizioni di edifici abbandonati in area residenziale, ottenendo in questo modo l’obiettivo di sostenere i cittadini nell’abbattimento di un edificio che è ormai diventato solo un costo, di incentivare la messa in sicurezza delle zone residenziali e, infine, di attuare una riqualificazione del centro abitato che si è soliti definire con il termine di “rigenerazione urbana”».
I contributi vanno da un minimo di 20 mila euro a un massimo di 200 mila e le domande hanno ottenuto un punteggio in base al progetto presentato di riqualificazione.
«È importante inoltre dire che la misura copre i costi al 50 per cento – continua l’assessore regionale Santoro – sviluppando, quindi, un investimento complessivo di almeno il doppio della somma stanziata. Lo scopo raggiunto è quello di continuare a sostenere il comparto dell’edilizia con interventi richiesti dal territorio. Il numero delle istanze presentate mostra che siamo nella direzione giusta e che questo obiettivo va perseguito anche in futuro lungo una strada ormai tracciata».
«Si dimostra – conclude Santoro – che tutti i comuni del territorio hanno saputo cogliere la possibilità messa in campo dalla Regione e ciò dimostra al contempo e in parallelo la giusta intuizione di trasformare un’opera superata e faraonica, la Palmanova – Manzano, in contributi mirati e utili per lo sviluppo del territorio».
La base di partenza, da cui hanno preso slancio progetti e iniziative a favore del rilancio del distretto, sono stati i 24 milioni derivanti dallo stralcio dell’arteria Palmanova – Manzano.
Rinunciando alla bretella la Regione, le amministrazioni e l’associazione industriali hanno potuto mettere a punto un piano che prevedesse oltre ai 3,6 milioni di euro del bando anche i 6 milioni di euro che consentiranno di ricostruire il vecchio ponte sulla regionale 56 tra Manzano e San Giovanni e i 14,4 milioni che finiranno a metà nelle casse delle due amministrazioni comunali per progetti di viabilità, fognature e banda larga nella zona industriale.
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