Il rame fa gola ed è boom di furti Foto

Fermati due stranieri con 2.650 chili di oro rosso. Nuovi controlli incrociati di polizia e carabinieri

UDINE. La Polstrada di Venezia li ha sorpresi con 2.650 chilogrammi di rame e ha scoperto che la loro fuga in autostrada era iniziata al casello di Gemona. Il sospetto quindi è che siano i due rumeni gli autori dell’ultimo colpo effettuato nei cimiteri di alcuni paesi della Carnia. Uno degli ultimi messi a segno in Friuli, diventato terra di conquista per le cosiddette bande del rame.

Solitamente arrivano dall’Est Europa e lì ritornano per piazzare quello che ormai è stato ribattezzato “oro rosso”. Negli ultimi anni le quotazioni del rame sono lievitate: dai 4 mila euro a tonnellata dei primi mesi del 2009 si è arrivati anche oltre i 6 mila all’inizio del 2013.

Soldi relativamente facili. Perché il rame non viene custodito all’interno di casseforti e nella maggior parte dei casi si trova senza fare alcuna fatica e senza nemmeno dover violare sistemi di sicurezza. Basta andare in cimitero o far visita a qualche magazzino. Per molte aziende è infatti una materia prima indispensabile. Così come per le ferrovie che non a caso sono uno dei bersagli preferiti delle bande del rame.

Basti pensare che in Friuli Venezia Giulia i colpi messi a segno nei primi 10 mesi del 2013 sono stati 26 per un danno complessivo per le Ferrovie di 125 mila euro e 10 mila chilogrammi di rame trafugato. Senza contare gli inevitabili disagi causati alla circolazione ferroviaria che in caso di danni alla linea viene rallentata per poter comunque garantire la massima sicurezza ai passeggeri.

Soltanto negli ultimi mesi sono stati presi di mira anche i cimiteri di Sammardenchia, Cargnacco, Basiliano, Pantianicco, Majano e Coseano, ma il colpo più grosso è stato messo a segno al cimitero di San Vito, dove oltre al rame sono state rubate diverse sculture tra le quali anche la “Grande maschera”, che Mirko Basaldella nel 1957 aveva realizzato per la madre e “La preghiera”, opera realizzata nel 1923 dall’artista Max Piccini per la famiglia Rossini, del valore di circa 20 mila euro.

Al momento le indagini condotte dai carabinieri non hanno portato a individuare i responsabili che si erano introdotti nel campo santo con un camion devastando decine di tombe. Che si tratti di passerelle, tombe, cimiteri o aziende poco importa. Le bande del rame non si fanno troppi scrupoli a colpire. Polizia, guardia di finanza e carabinieri hanno messo insieme una vera e propria task force e organizzato controlli mirati nelle zone più a rischio, ma anche nelle aziende che fanno uso di rame.

L’obiettivo è prevenire i furti e bloccare il mercato nero del rame che nella maggior parte dei casi viene però venduto all’estero. «Si tratta di bande organizzate - dice il vice questore aggiunto Massimiliano Ortolan - che spesso mettono a segno una serie di colpi e poi si spostano».

Anche per questo non è facile prenderli. Nemmeno quando i cimiteri sono protetti da sistemi di videosorveglianza. L’ultimo arresto è stato effettuato dai carabinieri del Norm, coordinati dal tenente Luca Morrone, che hanno sorpreso tre dei sei uomini che si erano introdotti all’interno di una ditta a San Daniele grazie alla segnalazione di un passante.

L’appello rivolto alla cittadinanza da parte delle forze dell’ordine è infatti quello di non esitare a contattare 112 e 113 nel caso in cui vengano notati persone o mezzi sospetti.

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