«Il Polo tecnologico è ormai strategico nell’accompagnare start up e imprese»

Il presidente Pontarolo: tante positive ricadute sul territorio Ampliamento in autunno, niente fusione con enti regionali



«L’obiettivo del Polo tecnologico non è di fare business, ma di facilitare l’innovazione. Ci stiamo riuscendo». Con i dati del primo bilancio sociale in mano, il presidente Valerio Pontarolo – al termine dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio 2018, che chiude in attivo – presenta le ricadute sul territorio.

Sono 200 le persone che lavorano in Comina, altre 50 al Polo Young di Villa Cattaneo, 20 le start up insediate: «Valutiamo 150-200 idee l’anno, scegliamo quelle che riteniamo delle potenziali buone imprese». Ha avuto successo la Easy rain, che ha inventato il sistema anti-pattinamento degli pneumatici in caso di pioggia (valore del brevetto oltre 2 milioni), così come la app che elimina il problema delle password puntando sulla velocità di scrittura sulla tastiera. Tra i clienti, anche il Policlinico San Giorgio per il robot chirurgico per il ginocchio.

Insomma, le potenzialità ci sono tutte e lo dimostrano alcuni numeri: 11 progetti europei per un valore di 6 milioni, 6 ricreativi (360 mila euro), 9 start up assistite per 1,1 milioni di valore, 21 progetti speciali di ricerca e innovazione per 3,3 milioni, 21 Smarth health (3,3 milioni), ancora, servizi commerciali Industry 4.0 che hanno fatto risparmiare 23 milioni alle imprese, servizi commerciali per 10 milioni. «Il Polo – aggiunge Pontarolo – conferma di essere punto di riferimento per le imprese e le istituzioni che credono che l’innovazione e la tecnologia siano strumenti di competitività e miglioramento della società».

Quanto all’ampliamento, il 10 luglio partirà la gara d’appalto, lavori dopo l’estate per 1.400 metri quadrati in più, altri potenziali 20 insediamenti. «Fisicamente non ci stiamo più – dice il direttore Franco Scolari – e anche grazie ai contributi regionali abbiamo avviato un processo di ampliamento della struttura così come abbiamo piena occupazione al Polo Young a Villa Cattaneo e abbiamo aperto una sede distaccata a Spilimbergo».

Il 2019 si è aperto con un positivo portafogli di progetti di cooperazione e attività con piccole e grandi industrie. Se il 2018 ha visto il Polo essere il primo parco italiano ad ottenere la certificazione del Mise per i servizi di trasferimento tecnologico Industry4.0, l’obiettivo del 2019 sarà di presentarsi come Hub & Spoke per l’innovazione.

Infine il polo unico regionale. «È un progetto di difficile attuazione – riflette Pontarolo – perché la compagine sociale delle varie strutture regionali è talmente variegata che sarebbe difficile da compattare. Al di là di questo, collaboriamo in diversi progetti con altre strutture e con successo. Di fatto la fusione operativa c’è già, quella giuridica pare una strada difficile da percorrere. Trieste e Udine rispetto a Pordenone e viceversa hanno peculiarità e bisogni diversi». —



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