Il Pd: conversione d’uso per salvare l’area artigianale

Cividale: un’altra presa di posizione sull’ambito ancora privo di insediamenti Battocletti: una possibilità è individuare forme imprenditoriali ecocompatibili
Moimacco 07 APRILE 2012 zona artigianale Telefoto Copyright Petrussi Foto Press Turco
Moimacco 07 APRILE 2012 zona artigianale Telefoto Copyright Petrussi Foto Press Turco

CIVIDALE. L’argomento tiene banco, e non poteva essere altrimenti (anche perché il “caso” è scoppiato a ridosso dell’assemblea civica, imminente): sulla messa in liquidazione del Consorzio artigiani e piccole imprese di Cividale si leva pure la voce del Partito Democratico, che in vista del consiglio, appunto, ha depositato in municipio un’interrogazione. Salgono a due, dunque (per ora), i quesiti in materia, posto che un’iniziativa analoga a quella del Pd è stata presa da Idv-Valori in Comune.

Testi di tenore simile, i due, ma con qualche sfumatura: quello prodotto dai Democratici, infatti, ventila l’opportunità di cominciare – da subito – a studiare una possibile conversione d’uso per il contesto della prevista area di sviluppo artigianale, «nella quale 11 dei 60 lotti disponibili sono a tutt’oggi invenduti e dove, soprattutto, è ben difficile ipotizzare che a breve, ma pure a medio e lungo termine, si insedino effettivamente delle aziende».

Il proliferare di capannoni deserti sul territorio – dal Manzanese l’esempio per eccellenza – dà una chiara fotografia dello stallo economico e rende «verosimile supporre che nella programmata nuova zona produttiva cividalese di imprese non ne compariranno affatto, né ora né nel domani». A questo punto, che fare? La risposta non è semplice, tutt’altro. Le infrastrutture ormai ci sono, il sacrificio di verde è cosa fatta. «Il problema è complesso, ne siamo consapevoli – commenta Rino Battocletti, capogruppo del partito –. E’ il frutto di una scelta profondamente sbagliata: vero è che nel momento in cui fu assunta le condizioni economiche erano ben diverse dalle attuali, ma la politica avrebbe dovuto prestare più attenzione, usare maggiore accortezza. Adesso al Comune spetta l’obbligo di individuare una soluzione diversa, per il sito urbanizzato, delineando una linea operativa che tenga conto delle legittime aspettative di diritto privato dei consorziati ma che eviti, nel contempo, l’abbandono dell’ampio appezzamento. Andranno individuate delle forme imprenditoriali ecocompatibili, che nel rispetto dell’ambiente consentano l’impiego dell’area». Una parola. Battocletti abbozza: «Qualcosa che abbia a che fare con il ricreativo, con gli spazi per bambini…». Se ne discuterà in aula consiliare, dove la vicenda promette di catalizzare l’attenzione. Idv-Valori in Comune, per parte sua, ha posto l’accento sulla variazione di mission dell’ente consortile (tramite modifica dello statuto, finalizzata alla cessione dei terreni liberi a soggetti non soci), esortando l’amministrazione a «non rimanere inerte di fronte a una così radicale trasformazione del progetto iniziale» .

Lucia Aviani

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