Il parroco: va bene, purché non diventi una carnevalata

RIVIGNANO. Don Paolo Brida a caldo. «Non so nulla di questo festival. Non mi pare sia stato neppure inserito nel programma della Fiera dei Santi. Se è una cosa da ridere e se è uno scherzo si ride; diversamente sarebbe da rabbrividire. Insomma, non vorrei si trattasse di una goliardata un po’ senza senso. Ne parlerò immediatamente con il sindaco».
Don Paolo Brida dopo l’interlocutorio con il primo cittadino. «Ho saputo – afferma – che c’è già stata un’edizione di questo festival che fu organizzato dai Frizzi Comini e Tonazzi. Certo è che quando si parla di questo trio il rischio c’è sempre. Personalmente, conosco Comini perché sono stato suo parroco a Colugna, dove mi aveva dedicato una canzone diciamo un po’ allegra. Il sindaco Anzil mi ha comunque assicurato e rassicurato che l’intento non è quello di offendere alcuna sensibilità, tanto che uno dei partecipanti al precedente concorso aveva cantato una canzone molto triste e molto seria per un suo amico morto da poco».
Don Paolo Brida si ferma un attimo. Poi riprende. «Sì, è vero che sono caduto un po’ dalle nuvole anche perchè, inizialmente, questa kermesse non era prevista nel programma ufficiale. La parrocchia è comunque al di fuori da questa iniziativa ed è chiaro che non potrei permettermi veti, né li porrei in alcun caso perché le persone devono crescere senza veti. Spero che quel Festival rappresenti però un’occasione per unire i cristiani tra loro e i loro congiunti. Quella giornata è un momento in cui si deve avere la delicatezza che ci deriva dalla fede che si trasforma in speranza».
E chiaro – insiste il sacerdote – che la Fiera ha una tradizione pluricentenaria, «ma proprio per questo dobbiamo attribuirle un significato attuale che è innanzi tutto quello cristiano, quello dei riti, del ricordo, della preghiera e allo stesso tempo della solidarietà e della festa perché, di fatto, la speranza cristiana è una festa senza fine. Ma stiamo anche attenti a non fare troppa festa per esorcizzare la morte che tutti vorremmo cancellare nonostante sia l’unica cosa certa pur sapendo che Cristo ci offre la resurrezione».
Secondo don Brida, il senso della festa dei Santi e dei Morti non va assolutamente banalizzato. In questo caso – ammonisce – rischieremmo una carnevalata che non avrebbe rispetto né per i vivi né per i morti». (d.pe.)
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