Il Natale della solidarietà cresce la richiesta d’aiuto

Ogni giorno, in città, sono oltre 200 le persone che non riescono a mettere un pasto caldo in tavola. E anche a Natale non farà differenza. Ma a Udine esistono almeno due punti in cui chi è in difficoltà può avere aiuto: la mensa dei frati cappuccini in via Ronchi e il Centro di accoglienza don Adelindo in via Mistruzzi. «Il Natale è un momento significativo – spiega don Tarcisio Bordignon, parroco di Baldasseria che cura il Centro don Adelindo – perché chi non ha da mangiare e vive una situazione economicamente difficile rappresenta quel Gesù Bambino che a Betlemme non trovò accoglienza. Ecco allora che gli “ultimi” diventano la trasposizione vivente del presepe».
Sono una cinquantina, di 15 nazionalità, le persone che trovano ospitalità in via Mistruzzi. «La maggior parte di loro dorme qui – dice don Bordignon –. A volte siamo in tanti, ma non mi sento di mandare via nessuno, in particolare con il freddo di questi giorni. Chiudo gli occhi e non dico nulla, in fondo se mi trovassi io nella loro condizione mi comporterei allo stesso modo. Insieme con i volontari cerchiamo di non umiliarli subissandoli di domande, ma li teniamo abbastanza controllati».
In via Ronchi quella di domani sarà una giornata come le altre. «Sono circa 200 i bisognosi che cerchiamo di aiutare ogni giorno – dice padre Antonio Berton – e per fortuna esistono strutture come questa perché altrimenti molti non potrebbero nemmeno mangiare. Cerco di mettermi nei loro panni: possono essere criticabili, ma si tratta di ragazzi illusi dalla televisione. Con il satellite assistono ai nostri show e pensano che quello spettacolo sia lo specchio fedele della vita in Italia e in Europa». Il 90% delle persone che chiede aiuto ai frati di via Ronchi è di origine straniera: «Hanno tutti alle spalle storie molti difficili fatte di guerra e povertà – continua padre Berton – ma ora si affacciano alla mensa anche parecchi friulani. Pochissimi vogliono parlare, quello che cercano sono un pasto caldo e tranquillità e noi li rispettiamo».
Secondo i dati forniti dal Banco alimentare, dal 2000 i bisognosi sono cresciuti da 10.905 unità a 42.312 nel 2010 (nel territorio che comprende Friuli Vg e Veneto orientale). Soltanto in regione la “Colletta alimentare” ha aiutato, l’anno scorso, 28 mila persone in difficoltà distribuendo 1.719 tonnellate di alimenti per un valore di circa 5,2 milioni di euro. Con la Colletta alimentare del 2011 in Fvg sono state raccolte 564,7 tonnellate di cibo, che hanno fatto segnare un incremento della solidarietà rispetto al 2010 dell’1,56%, ovvero 8,7 tonnellate di prodotti in più.
Michela Zanutto
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