Il Natale dei suonatori di cornamuse: «Noi, prof appassionati di tradizioni»

Didier Ortolan insegna musica, Renato Rossetti religione. Uniti dalla passione per l’antico strumento, sono richiestissimi 

Di giorno lavorano come insegnanti di scuola, la sera e nelle occasioni di festa vestono gli abiti dei suonatori di cornamuse e portano tra la gente il suono evocativo di uno dei più antichi strumenti a fiato originario del Mediterraneo orientale, diffusosi in tutto il mondo.

Didier Ortolan – musicista, insegnante di musica alle scuole medie e direttore della Filarmonica di Pordenone – e l’amico Renato Rossetti – insegnante di religione alle scuole superiori – sono tra i pochissimi suonatori di cornamuse della regione.

In questo periodo, il suono delle loro cornamuse (un modello Musette de cour francese per Ortolan e un modello Gaita galiziano per Rossetti) sta evocando la magia del Natale nei mercatini, nelle scuole e nelle case di riposo, tenendo in vita una tradizione che esisteva anche in Friuli fino all’Ottocento. Questa sera, Ortolan e Rossetti accompagneranno la liturgia durante la messa della Vigilia nella chiesa di Barcis.

È l’ultima, in ordine di tempo, di una serie di esibizioni che hanno caratterizzato queste settimane che precedono la festività. Ortolan vive a Villotta di Chions, Rossetti a Fontanafredda. Circa nove anni fa, quest’ultimo cercava un maestro che gli insegnasse ad usare la cornamusa, strumento di cui si era innamorato in Galizia – dove è molto diffuso – in occasione di un pellegrinaggio a Santiago di Compostela e che la moglie gli aveva regalato.

«Non sono un musicista – racconta Rossetti – e la cornamusa la vivo come un dono ricevuto dal cammino di Santiago che mi piace mettere a disposizione di altri, perché porti allegria e susciti emozioni. Io lo faccio sopratutto durante il periodo di Natale».

Ortolan, invece, una ventina di anni fa ha cominciato a studiare questo strumento per “sfida”. «Durante il periodo natalizio – racconta il maestro – mi era stato chiesto di suonare la cornamusa, uno strumento che non conoscevo. Così ho deciso di imparare. È uno strumento il cui uso si è tramandato solamente in modo orale e non esistono scuole, non si trova inoltre in vendita nei negozi ma viene realizzato artigianalmente».

La cornamusa è uno strumento popolare a fiato molto antico che, a seconda del luogo di origine e delle caratteristiche, assume nomi diversi come in Italia succede per la piva, la müsa, la baghèt e la zampogna. La più famosa, la cornamusa scozzese (Highland bagpipe), è nata appena 300 anni. Come tutti gli strumenti medioevali, inoltre, nell’antichità questo strumento veniva usata in ogni occasione, dalle feste alle funzioni religiose.

«Il repertorio natalizio – sottolinea Ortolan – è l’ultimo in ordine di tempo a essersi sviluppato ed è quello al quale oggi la cornamusa è per lo più associata nell’immaginario comune». Anche per questo in questo periodo le richieste sono molte. «Ci esibiamo –conclude Ortolan – in luoghi ed eventi di una certa umanità, non nei centri commerciali».

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