Il guru del Financial Times «Udine? Paradiso dei bar»

UDINE. Potrebbe essere considerata la rivincita del provincialismo. Nell’epoca della globalizzazione, delle grandi catene, dell’omologazione e dei brand a fare la differenza sono cultura e tradizioni.

E così quella che per noi è quotidianità, diventa, per un editorialista del Financial Times, e ospite in questi giorni di Future Forum, una piacevole sorpresa: i bar. L’incredibile numero di osterie. La bontà del vino. Ma anche i Mori e le vedute, il rintocco della campana.

Il londinese Peter Marsh, nei giorni scorsi a Udine, ha esposto le sue tesi riguardo la futura diffusione e parcellizzazione nel mondo di ogni processo produttivo «che renderà ogni unità imprenditoriale parte di un grande meccanismo organizzato attraverso l'utilizzo dell'informatica».

Secondo Marsh, le Pmi del Friuli hanno un vantaggio rispetto alle grandi aziende: possono puntare sulla differenziazione e sulla personalizzazione dei prodotti che possono essere destinati non al mercato di massa, ma a una cerchia ristretta di persone che ambiscono alla qualità più che alla quantità».

Non si sa se l’economista del Financial si riferiva al vino, ma sicuramente è rimasto incantato dai prodotti e dai luoghi di questa terra, che ha raccontato e mostrato su twitter: «Molte grazie ai padroni di casa di Friuli Forum e del Comune di Udine per l’evento. Sono rimasto colpito dai vini locali».

Ma a sorprendere di più Marsh – vedi twitt postati qui sopra – è il numero dei bar: «Sono impressionato dalla città di Udine; ha centomila abitanti e quattrocento bars. Ne ho visitati tre». Ma il giro turistico dell’economista non si è limitato ai bar.

Dal castello ha scattato un paio di foto, immortalando le montagne colorate dalla prima neve, poi si è soffermato ad ammirare il restauro dei Mori, appena spostati sotto la loggia di San Giovanni. Altro cinguettio e altra foto per raccontare la loggia del Lionello, ma non solo: «Un’altra osservazione su Udine – scrive Peter Marsh – le campane iniziano i rintocchi alle 7 del mattino. Delizioso, ma non per chi ha il sonno leggero».

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