Il giorno della liberazione: le cicogne prendono il volo

A salutarle, mentre spiccheranno il volo, saranno i bambini, gli stessi che daranno loro un nome. Sono le cicogne dell’Oasi dei Quadris che, raggiunta la maturità sessuale, saranno liberate domani. Sono sei – tre maschi e tre femmine – i pennuti che dopo aver trascorso i primi tre anni della loro esistenza all’interno dell’area protetta di Fagagna, potranno finalmente uscire per formare una coppia e nidificare.
L’appuntamento è stato fissato per domani alle 9.30 in occasione della riapertura al pubblico dell’Oasi, ma in caso di maltempo l’evento sarà rinviato alla domenica successiva. Il battesimo delle cicogne comincerà alle 10, grazie alla partecipazione dei bambini che saranno chiamati a proporre una serie di nomi per ciascuno degli animali che verrà liberato. «Al momento – tira le somme il presidente Enzo Uliana – abbiamo un gruppo di 75 cicogne, libere ma stanziali a Fagagna, alle quali vanno sommate le coppie che periodicamente vi fanno ritorno».
Si tratta di un periodo dell’anno particolarmente delicato per questi animali, che spesso durante la stagione degli amori vengono investite. Proprio a questo riguardo Uliana rivolge un appello, invitando gli automobilisti che attraversano la strada fra Fagagna e Caporiacco alla massima cautela visto che in questo periodo le cicogne volano piuttosto basse. Il 2018 è stato un anno molto prolifico, infatti sono nate ben 50 cicogne nell’oasi che ospita anche una colonia di ibis eremita di 72 esemplari e che ha contato una quarantina i nuovi nati nel 2018. E poi ci sono le oche, le anatre e i caratteristici cavallini domestici, detti konjik, esemplari unici in Italia che all’Oasi hanno messo su famiglia. Si tratta di Rocco e Belen, padre e madre di Ludmilla, Marius, Marco e Rosa, un’allegra brigata di cavallini che infiammano i cuori dei bambini.
Nel corso della stessa giornata, Maurizio Zuiliani del Centro di recupero di Campoformido, Damiano Baradel del Centro per il recupero della fauna selvatica di Terranova e Luca Frasson degli analoghi centri di Treviso e Pordenone, libereranno alcuni degli animali feriti recuperati e soccorsi. «Quest’anno – annuncia Zuliani – rimetteremo in libertà due gabbiani corallini, due gabbiani comuni, un airone cinerino, due colombacci, una coppia di merli e, forse, un paio di civette. Molti di questi animali sono stati recuperati dopo che si erano impigliati nelle reti ferendosi alle ali o alle zampe. Nel corso del 2018 – fa il punto Zuliani – abbiamo curato 1.587 animali di 132 specie diverse, principalmente uccelli, ma anche caprioli, cervi e mammiferi che erano rimasti feriti in seguito a investimenti stradali o erano finiti contro i fili dell’alta tensione, rimanendo ustionati». —
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