Il consulente del pm: «Rischio sottovalutato»

Ieri l’esame del perito tecnico al processo sull’incidente costato la vita a Mario Lipovscek

di Piero Tallandini

L'incidente mortale si sarebbe potuto evitare con adeguati sistemi di “recinzione” protettiva e se non ci fosse stata una sottovalutazione del rischio. E’ la conclusione dell'ingegner Franco Paravano, consulente della pubblica accusa nel processo sull'infortunio costato la vita all’operaio 50enne di San Lorenzo Mario Lipovscek, rimasto schiacciato il 23 gennaio 2007 da un macchinario mentre stava lavorando all’Italsvenska di Mariano. A giudizio, per omicidio colposo, sono il responsabile dello stabilimento Gianni Drius, il responsabile della sicurezza Paolo Grossa, il capoturno Damiano Gallo, Fabio Maioli, della ditta di Rimini che aveva fornito il macchinario e il titolare del gruppo Crabo di Manzano (cui fa capo l’Italsvenska), Roberto Lovato. Paravano ha illustrato il lavoro di consulenza svolto nella fase delle indagini: 11 sopralluoghi e una ponderosa documentazione raccolta, consistente anche in una serie di video, in parte proiettati in udienza. Al consulente era stato conferito l’incarico di individuare eventuali carenze o difetti nei macchinari, verificare le condizioni di sicurezza, cause e modalità dell'infortunio. Lipovscek stava lavorando su una linea produttiva per la sezionatura dei pannelli truciolati composta in sostanza da un piano a rulli e da una maxi-pinza meccanica che scendeva dall'alto per prelevare il materiale. Secondo la ricostruzione delineata ieri, l’operaio ha deciso a un tratto di accedere alla linea per dare una sorta di “spinta” al materiale sul piano ma liberando così, inavvertitamente, la vicina fotocellula: ciò ha azionato la discesa della pinza meccanica che ha schiacciato Lipovscek. «Solo dopo si è posto rimedio installando un sistema di controllo elettrico che impedisce l'accesso ai macchinari in movimento – ha spiegato Paravano –. All'epoca dell'incidente, invece, l'area d'accesso dei macchinari era libera, senza adeguate protezioni. Era stato sottovalutato il rischio. Risulta tra l'altro che più volte i lavoratori avevano la necessità di entrare nell'area operativa». Nel controesame gli avvocati difensori hanno eccepito sulla ricostruzione di Paravano presentando anche nuovo materiale documentale.

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