Il castello di Gemona attende ancora il via libera all’ultimazione - Foto

GEMONA. Se non è stato possibile inaugurarlo per i 40 anni dal terremoto, si spera che il 2017 sia l’anno giusto per il castello di Gemona.
L’ultimo importante tassello della ricostruzione della cittadina pedemontana era atteso per fine dicembre, a concludere un anno fatto di numerosi momenti in cui si è ricordato il sisma del 1976: in questi otto lustri gli interventi sul colle per la ricostruzione del vecchio castello si sono succeduti a più riprese sia in base alle normative che in base alle risorse a disposizione nelle diverse fasi, ma l’iter è andato avanti, tra progettazione e campagne archeologiche, fino ad arrivare alla quasi totale ricostruzione della torre e delle carceri.
Ora, perché il castello ritorni finalmente alla sua comunità e al pubblico, manca l’ultima parte riguardante i giardini interni, l’area centrale dalla quale si accede a tutte le strutture degli edifici medievali.
In Comune si era operato per fare in modo che il cantiere ripartisse in primavera ma ancora una volta la burocrazia sembra essersi messa in mezzo: «Il progetto - spiega il sindaco Paolo Urbani - è stato già approvato dalle due Soprintendenze regionali competenti e attende un via libera definitivo, peraltro già approvato dalla commissione, dal Ministero attraverso il Provveditorato alle opere pubbliche.
Noi confidiamo arrivi nelle prossime settimane per poter procedere, sperando che il 2017 possa essere l’anno del castello per Gemona».
Di fatto, il Comune ha da tempo predisposto il progetto relativo alla realizzazione del cortile interno con tutti gli interventi necessari alla tutela e alla valorizzazione di quanto emerso nel corso delle campagne archeologiche: tale progetto è stato avallato dalle Sovrintendenze nella scorsa primavera.
Per quell’opera, del valore di circa 1 milione di euro, i fondi sono già a disposizione dal ribasso ottenuto in fase di aggiudicazione di appalto, che non sarà necessario rifare limitando dunque ulteriori lungaggini burocratiche. «Si tratta - spiega ancora il sindaco - di un semplice atto formale da parte del Ministero che potrà permetterci di riavviare i lavori, e l’obiettivo è proprio quello di riconsegnarlo alla comunità nella prossima primavera, visto che i tempi di realizzazione si aggirano intorno ai sei mesi»
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